Agro romano

Fino agli inizi del Novecento, l’area in cui oggi si espande l’attuale Municipio II faceva parte dell’agro romano, o campagna romana, cioè del territorio intorno a Roma.

Fino a poco più di un secolo fa l’Agro Romano era suddiviso in due fasce:

  1. il territorio più vicino a Roma era il cosiddetto Suburbio, una fascia di circa quattro o cinque chilometri intorno alle Mura Aureliane, coltivata a vigne e orti, per assicurare ortaggi e frutta fresca ai palazzi nobiliari e ai mercati rionali.
  2. la fascia più esterna, spoglia, spopolata, prevalentemente impiegata come pascolo era suddivisa in circa 400 grandi tenute, possedute da famiglie nobili ed enti ecclesiastici.  Gli attuali nomi della periferia romana derivano quasi tutti dal nome della tenuta che la comprendeva.  Tra le tenute intorno al Municipio II citiamo: Tor di Quinto, Prati Fiscali, Monte Sacro, Val Melaina e Quarto di Ponte Salario, Pietralata, Vigna Mangani, Casal dei Pazzi, Aguzzano, Marcigliana, Casal Bertone.

Il territorio dell’attuale Municipio II rientrava nel Suburbio, con l’eccezione del territorio della tenuta “Quarto di Ponte Salario”.  Il “Quarto di Ponte Salario”, come la vicina “Valle Melaina”, erano tenute dell’agro romano un tempo proprietà del card. Salviati e da questo legate all’ospedale di s. Giacomo degl’Incurabili ed al Collegio Salviati. Ambedue sono di là dall’Aniene presso il ponte Salario. Valle Melaina confina con le tenute di Fiscali del principe Santecroce, Pedica s. Andrea, le Vigne Nuove, Tufelli, Boccone, e Torricella. Il Quarto di ponte Salario poi è fra l’Aniene, il Tevere, e le tenute di Boschetto, Pratorotondo e Fiscali. Ambedue unite insieme comprendono circa 114 rubbia di terra.

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