Tempo fa, all’incrocio tra via Nomentana e l’asse viario formato da corso Trieste e via Spallanzani, c’era un violinista. Teneva il suo violino violino in una mano e l’arco nell’altra, intrattenendo con la sua musica gli automobilisti fermi quando il semaforo rosso bloccava la loro corsa. Prima che la marea di macchine ripartisse, lui chiedeva un offerta offrendo un sorriso sincero e caloroso.
Si chiama Ion, ha sessantatré anni e viene da Cluj, una città a nord-ovest della Romania. Composto e dignitoso, non chiedeva nulla ai passanti, ma accetta con uno sguardo pieno di gratitudine le offerte che gli vengono fatte dal finestrino di una macchina, da uno scooter, o anche passeggiando sulle strisce pedonali, dai cittadini che apprezzano quell’intermezzo musicale tra un clacson e l’altro.
«Ho lasciato la mia famiglia in Romania e sono arrivato in Italia nel 2014. Mi sono dovuto allontanare dal mio Paese perché non era un buon periodo dal punto di vista politico. Ormai i parlamentari si interessano solo delle questioni di Bucarest (la capitale, ndr), ignorando totalmente il resto della nazione», dice Ion nella sua lingua madre, cioè il romeno. Sì, perché il musicista non capisce e non parla l’italiano né l’inglese, e questo gli sta impedendo di trovare un lavoro regolare. Per questo, ogni giorno, viene a suonare nel quartiere Trieste. «In una giornata – racconta – riesco a racimolare in media tra i cinque e i dieci euro. E solo grazie a questo riesco a vivere da solo in un piccolo appartamentino della Magliana. Per me è un grande rimpianto non aver ancora imparato a esprimermi in questa lingua».
Ma cosa lo spinge a venire fino nel nostro quartiere? Prima di rispondere, per qualche secondo Ion si guarda intorno sorridendo. Inizialmente sembra non aver capito la domanda, ma all’ultimo dice: «Qui le persone sono gentili, educate e generose. Mi trovo molto bene, e mi sento apprezzato per quello che faccio ogni giorno. E poi è un posto molto bello».
Ogni giorno, quindi, Ion indossa un abito elegante, sempre lo stesso, ma mai sgualcito o macchiato, e arriva fino a corso Trieste. Sa quanto sia importante la forma nella musica classica, poco importa che suoni all’incrocio tra due strade o sul palcoscenico di un grande teatro dell’Opera. D’altronde, faceva parte di un’orchestra anche nel suo Paese d’origine, che ora ricorda facendo risuonare per le strade del quartiere Trieste le note dei valzer e dei brani di tango tipici della cultura romena.
Articolo “Chi è il violinista che suona tutti i giorni all’incrocio tra corso Trieste e via Nomentana” pubblicato sull’edizione online di Romah24 Trieste-Salario che ringraziamo.
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