IL MUSEO ANDERSEN

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Data / Ora
Date(s) - 13/05/2018
4:30 pm - 6:00 pm

Luogo
Museo Christian Andersen

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Una visita al Museo Andersen, una casa museo nell’elegante palazzina dal colore rosa in via Mancini che l’artista si era fatto costruire e che aveva chiamato Villa Helene. In realtà una visita al padrone di casa, Hendrik Christian Andersen, parlando del suo ideale di città e del suo mondo di relazioni internazionale.

La visita è condotta e organizzata dall’arch. Andrea Ventura, nell’ambito della manifestazione OPEN HOUSE ROMA 2018.
PARTECIPAZIONE GRATUITA.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA NEL SITO OPEN HOUSE ROMA.

Hendrik Christian Andersen (Bergen 1872- Roma 1940), scultore, pittore e urbanista statunitense, di origine norvegese nasce in Norvegia in una povera famiglia. Emigrato ancora bambino negli Stati Uniti, il giovane Andersen intraprende il classico viaggio di formazione in Europa e, dopo un soggiorno a Parigi, si stabilisce definitivamente a Roma dove vive per oltre quarant’anni. Andersen è sepolto nel Cimitero acattolico di Roma.

Andersen è un ammiratore di Mussolini e a lui lascia il suo studio-abitazione e quanto in essa contenuto: opere, arredi, carte d’archivio, materiale fotografico, libri. Per circa vent’anni dopo la guerra, fino alla morte nel 1978 di Lucia Andersen (adottata nel 1919 dalla madre dell’artista e usufruttuaria del lascito), la villa è stata una pensione: Pensione Villa Helene. Qui ha soggiornato per circa sei mesi Ala Marinetti, figlia del pittore futurista.

La collezione delle opere (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo; oltre duecento dipinti; oltre trecento opere grafiche) si segnala per la sua eccezionalità essendo quasi interamente incentrata attorno all’idea utopica di una grande “Città mondiale”, destinata ad essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia, della religione, della cultura fisica. A tale progetto e alla sua diffusione Andersen aveva dedicato nel 1913 insieme all’architetto francese Ernest Hébrard un ponderoso volume (Creation of a World Centre of Communication) consultabile presso il Museo, che, partendo dalle concezioni urbanistiche delle antiche civiltà, doveva indicare l’approdo alla nuova e moderna “Città”.

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