Palazzo di Firenze

Il Palazzo di Firenze o Palazzo Firenze si trova a Roma, nella zona di Campo Marzio, nell’omonima piazza di Firenze nel rione Campo Marzio e ospita la sede della società Dante Alighieri.

La facciata di palazzo presenta due piani con cinque finestre ciascuno: al primo piano finestre con timpani triangolari alternati a quelli curvilinei; al secondo finestre riquadrate e decorate con festoni. Il portale ad arco è sormontato da un balcone con ringhiera poggiante su due mensoloni decorati e affiancato da paraste con ornamenti.

La storia del palazzo ha inizio nel 1516, quando il segretario apostolico di papa Leone X, Jacopo Cardelli di Imola, che vive con una gentildonna, Antonia de Raho, decide di comprare nel rione Campo Marzio un ampio appezzamento di terreno per costruirvi una dimora sufficiente per la sua numerosa famiglia: la de Raho gli aveva dato, infatti, ben dieci figli naturali. Il palazzo, dopo la sua morte, passa al cardinale Ridolfo Pio da Carpi, che vi risiede fino al 1547. Al suo posto subentra la famosa cortigiana Tullia d’Aragona, colta e bellissima, che vi rimase soltanto tre anni.

Infatti, in vista del Giubileo del 1550, papa Paolo III Farnese ha avviato un grandioso piano di rinnovamento del quartiere di Campo Marzio, in stato di abbandono da secoli, e il suo successore papa Giulio III del Monte continua il progetto, il cui elemento più qualificante è l’apertura della via Trinitatis per collegare piazza di Spagna al porto di Ripetta (le attuali vie dei Condotti e via Fontanella di Borghese). In questa area Giulio decide di costruire la residenza Del Monte e per emulare i Farnese, e fa acquistare dalla Reverenda Camera Apostolica diversi palazzi di Campo Marzio con l’intenzione di trasformarli in un’unica grande residenza. Tra gli acquisti c’è il palazzo in esame che il pontefice intende rendere degno del rango della sua famiglia. Fa eseguire imponenti lavori di ristrutturazione, diretti dall’architetto Bartolomeo Ammannati e, due anni dopo, lo regala al fratello Balduino. Tra le altre proprietà che i del Monte acquistano dal Cardelli c’è anche un terreno prospiciente la Via Trinitatis: è probabile che Giulio III, non potendo permettersi un palazzo come quello dei Farnese, intende collegare due edifici distinti attraverso un giardino porticato per formare un’unica sontuosa residenza.

Giulio muore nel 1555 e i suoi successori, papa Paolo IV Carafa e papa Pio IV Medici si riprendono tutte le proprietà elargite alla famiglia Del Monte. Nel 1561 il palazzo diviene proprietà di Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana e protettore di Pio IV, che cerca una residenza per i figli cardinali, Giovanni e Ferdinando. Da allora l’edificio e noto come palazzo di Firenze. I Medici lo eleggono a residenza romana e fanno decorare con grande fasto alcuni saloni del piano nobile dal pittore Jacopo Zucchi (1540-90), allievo del Vasari. Inoltre, fanno ristrutturare il palazzo da Baldovino del Monte, probabilmente su progetto del Vignola, che realizza il bel colonnato del cortile. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento il palazzo diventa uno dei poli della vita mondana cittadina: il cardinale Ferdinando I de’ Medici vi da feste sontuose e grandiosi banchetti. Resesi disponibili altre residenze (Palazzo Madama, Villa Medici), il cardinale Ferdinando abbandona Palazzo Firenze, che peraltro aveva sempre considerato inadeguato e insufficiente a ospitare una corte, e nel 1587 il palazzo diventa sede dell’ambasciatore fiorentino a Roma.Una volta estinti i Medici, l’edificio diviene la residenza del ministro del granducato di Toscana per più di un secolo e, al pianterreno del palazzo, c’è l’ufficio postale per la Toscana e per l’Emilia, mentre dalla piazza antistante parte la corriera postale per Firenze.

Nel 1867, dopo il passaggio al Regno d’Italia, lo stemma granducale, simbolo di un’epoca tramontata per sempre, è rimosso dalla facciata e il palazzo diviene la sede del Ministero di Giustizia e Culti, come era chiamato allora l’attuale Ministero di Grazia e Giustizia. Ma Giovanni Lanza lo ritiene troppo piccolo per lo scopo e nel 1872 diviene residenza del Ministro di Grazia e Giustizia, quindi sede dell’Avvocatura dello Stato. Dal 1926  il palazzo di Firenze è sede della società Dante Alighieri.

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