Tomba di Sulpicio Massimo

Dalla demolizione della torre orientale di Porta Salaria nel 1921 sono venuti alla luce due monumenti: uno non identificato e il monumento funebre di Quinto Sulpicio Massimo.  La strada, che passa a pochi metri da qui, è stata a lui intitolata per ricordare a tutti il nome di quel poeta, un bravo e sfortunato bambino dell’antichità.

La tomba di Sulpicio Massimo è composto da uno zoccolo di travertino e da un cippo marmoreo con frontoni e acroteri. All’interno dell’edicola è rappresentato in altorilievo un fanciullo togato che tiene in mano un rotolo su cui è inciso un carme.

Due lunghe iscrizioni, in latino e in greco, ricordano al passante distratto che la tomba fu costruita da Quinto Euganeo e da Lininia Ianuaria per il figlio Quinto Sulpicio Massimo, morto a soli 11 anni.  Il bambino prodigio nel 94 d.C. aveva partecipato brillantemente al terzo agone capitolino, concorso estemporaneo di poesia greca, gareggiando con 52 poeti e incantando la platea con la sua bravura e le sue composizioni.

Il bianco altare con la statua del loro Massimo, vestito di un’abbondante toga romana, rimane a segnare il luogo della sepoltura dal 94 fino al 276 d. C. Ma di fronte alla minaccia incombente dei barbari giunti a Milano, l’imperatore Aureliano fa costruire in fretta le mura (che oggi chiamiamo Mura Aureliane) a difesa dell’Urbe e il sepolcro è inglobato dentro una delle due torri della Porta Salaria.

La storia di Quinto Sulpicio Massimo riemerge nel 1871, quando l’altare viene scoperto all’interno della porta in fase di demolizione.  La prima collocazione dell’altare è al centro dello slargo che oggi conosciamo come piazza Fiume.   Ma motivi di circolazione del traffico consigliarono di spostarlo.  Il monumento originale è oggi al Museo Montemartini in via Ostiense mentre quella che vediamo oggi tra via Piave e piazza Fiume ne è una copia di buona qualità.

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Un bambino in toga di Domenico Augenti

Quando nel 1871, per motivi di viabilità, è stata demolita la Porta Salaria delle Mura Aureliane tra pietre e calcinacci della torre orientale venne fuori un bianco altare funebre, con la statua di un fanciullo in toga che tiene in mano un rotolo su cui è incisa una poesia.  Era la  Tomba di Sulpicio Massimo...

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Piccolo poeta, di Marco Lodoli

Un breve racconto tratto da Isole. Guida vagabonda di Roma di Marco Lodoli che prende spunto dal Sepolcro di Sulpicio Massimo, un monumento su Piazza Fiume all'interno delle Mura Aureliane , in quel tratto squarciate dalla demolizione di Porta Salaria. Rione Sallustiano, MAPPA della Zona Salario 1 (da corso d’Italia a Villa Albani) Continue reading →

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Porta Salaria

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