Lapide dell’ospitalità

La Lapide dell’ospitalità Borghese che era affissa nella Prospettiva del Teatro del secondo recinto di Villa Borghese (l’attuale Parco dei Daini).

La Famiglia Borghese si è sempre distinta per l’ospitalità accogliendo il popolo romano, in special modo durante il periodo della vendemmia quando, durante “le ottobrate”, le giovani donne addette alla raccolta dell’uva dette le “mozzatore”, di ritorno dalla campagna, si dedicavano a danze e canti accompagnate da stuoli di giovani. Le feste, nate nel Seicento con la creazione della villa, proseguirono per tutto il Settecento e l’Ottocento.

Testimonianza di questa consuetudine, introdotta dal cardinale Scipione Borghese e mutuata da altre antiche ville romane come Villa Giulia, era la lapide seicentesca con la legge ospitale della Villa, che invitava i visitatori a godere liberamente delle delizie dei luoghi e ad averne cura.

Con l’Unità d’Italia si apre lo scontro tra la famiglia Borghese e lo Stato Italiano per il possesso della Villa. È nel 1901 che la Villa viene acquistata dallo Stato Italiano per 3 milioni di lire, circa 12 miliardi di euro del 2012. Da allora il palazzo è destinato a galleria e il giardino a parco pubblico, aderendo così alle intenzioni del fondatore secondo quanto è scritto in latino nella lapide:

IO, CUSTODE DELLA VILLA BORGHESE QUESTO PUBBLICAMENTE
DICHIARO: CHIUNQUE TU SIA, PURCHÈ DA UOMO LIBERO NON TEMERE QUI
IMPACCI DI REGOLAMENTI, VA PURE DOVE VUOI, DOMANDA QUEL CHE
DESIDERI; VAI VIA QUANDO VUOI.
QUESTE DELIZIE SONO FATTE PIÙ PER ESTRANEI CHE PER IL PADRONE.
NEL SECOLO D’ORO IN CUI LA SICUREZZA DEI TEMPI RESE AURA OGNI
COSA, IL PADRONE PROIBISCE DI IMPORRE LEGGI FERREE ALL’OSPITE CHE
QUI SI INDUGI. L’AMICO ABBIA QUI IN LUOGO DELLA LEGGE IL BUON
VOLERE; SE INVECE ALCUNO CON MALVAGIO INGANNO, VOLENTE E
COSCIENTE, INFRANGERÀ LE AUREE LEGGI DELLA CORTESIA, BADI BENE CHE
IL CUSTODE ADIRATO NON GLI STRACCI LA TESSERA DELL’AMICIZIA”.

L’iscrizione è recentemente ritrovata, e oggi è nel Lapidario Vaticano.

Per approfondire: www.osservatoreromano.va

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