Villa Caracciolo di Brienza

Villa Caracciolo di Brienza sorgeva in via Ulisse Aldrovandi 9, all’angolo con via Mangili, nel Quartiere Pinciano, oggi non più esistente.

MAPPA della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia

Villa Caracciolo di Brienza è stata progettata e realizzata da Giulio Gra del 1926 per la Duchessa Margherita Caracciolo di Brienza.  Il lotto di terreno destinato alla villa era sul poggio collinare posto dietro la Galleria Nazionale di Arte Moderna, uno dei punti più panoramici della zona.

Nel 1960 è demolita dopo un’aspra polemica sulla staticità dell’edificio. Probabilmente solo una copertura per poter realizzare, al posto della villa unifamiliare, le due palazzine che oggi vediamo.  Fortunatamente è stato salvato il basamento della villa con un ninfeo inserito in roccaglie di tufo.

La villa era di quattro piani.  La pianta dell’edificio era rettangolare con il lato corto rivolto verso Via Aldrovandi, su cui affacciava il cancello d’ingresso. Qui si apre la rampa circolare intorno a un ninfeo in roccaglie costituito da tre nicchie ricoperte da fasce a bugnato rustico.  La rampa portava agli ingressi: quello principale verso la Galleria d’Arte Moderna era preceduto da un portico contenente una serliana, quello laterale era a tre arcate e poggiava sulle colonne della fontana ninfeo.

La facciata principale dell’edificio si affacciava verso la Galleria d’Arte Moderna e Villa Borghese con tre arcate doriche al primo piano, di cui due contenevano una finestra e una nicchia con un busto, l’altra la porta finestra che portava sulla terrazza del portico d’ingresso. Tre arcate corinzie occupavano il secondo piano, creando una vera e propria loggia su Roma. Sulla terrazza dell’attico, occupata da una balaustra continua, si apriva una elegante edicola dorica verso Via Aldrovandi

Gli interni erano decorati sfarzosamente nei vari ambienti di rappresentanza e nello scalone monumentale.

Nel 1963 la villa fu scandalosamente demolita per costruirvi sopra due palazzine, il ninfeo del piano interrato fu usato come fondamenta dell’edificio, e oggi ne rappresenta l’ultima parte rimasta, assieme al muro di cinta.

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Via Ulisse Aldrovandi

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In rete:  Rerum Romanarum: Villa Caracciolo di Brienza

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