Ipogeo dei Pupazzi

Da una piccola botola è al centro di via Paisiello, all’altezza del civico 53, si accede all’Ipogeo dei Pupazzi, una tomba privata di limitate dimensioni della prima metà del IV secolo d. C. che si estende tra la chiesa di Santa Teresina (Santa Teresa in Panfilo) e viale Gioacchino Rossini.

Nella tomba si distinguono due fasi di frequentazione. Nella prima fase era composta da una lunga galleria (alta 1,90 e larga 1,30) con andamento Nord/Ovest – Sud/est in cui si aprono, sul lato destro, quattro ambienti, dei quali gli ultimi due furono ostruiti da muri moderni. Il primo e il più interessante degli ambienti è un cubicolo di forma rettangolare (m.2,20 x 1,85) preceduto da un profondo vestibolo. Nella parete orientale, che è poi la parete di fondo del vano, si trovano due arcosoli sovrapposti, mentre altre deposizioni in loculi si trovano nell’estremo tratto settentrionale della galleria principale.

Nella seconda fase non cambiò la struttura dell’ipogeo ma solo la quantità di sepolture all’interno del cubicolo. Infatti l’intonaco delle pareti settentrionale e meridionale fu intaccato per aprire nuovi loculi, due in ciascuna parete e un quinto nella lunetta dell’arcosolio inferiore. Il cubicolo è l’unico vano adecorato con affreschi di soggetto biblico del IV sec., in modo alquanto originale, sia per tecnica (uso esclusivo del colore bruno) sia per repertorio iconografico, sia per stile (figure di dimensioni molto ridotte). L’analisi di questa particolare decorazione ha rivelato che gli affreschi non sono contemporanei tra loro e che anche la decorazione si inquadra in due diversi momenti cronologici: la prima fase nella prima metà del IV secolo d. C. (arcosoli nella parete di fondo), l’altra nella seconda metà dello stesso secolo (pareti laterali).
Tra le pitture ce n’è una particolare che tratta il tema dell’abbattimento dell’idolo, simbolo della vittoria del Cristianesimo sul paganesimo.

Dalla limitata estensione delle gallerie si deduce che fosse un ipogeo privato e che appartenesse a una o più famiglie cristiane.

Fonte: Cristiana Cupitò, Andrea Carandini, Territorio tra la via Salaria l’Aniene il Tevere e la via Salaria Vetus, L’ERMA di BRETSCHNEIDER, 2007

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