Forte Antenne

Archivio digitale Progetto Forti – Fondo Forti di Roma – Foto di Fabrizio Latini

Forte Antenne è un forte militare costruito a fine Ottocento su Monte Antenne e ancora oggi visibile, chiuso e inaccessibile nonostante sia oggi di proprietà comunale.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)

La vasta tenuta di Ponte Salario acquistata dai Savoia nel 1876, si estendeva dal Tevere fino all’Acqua Acetosa, comprendendo l’intera collina di Monte Antenne, là dove sorgeva in origine l’antica Antemnae.

Soltanto nel 1819 Antonio Nibby riconosce con sicurezza il sito dell’antico abitato, poi rilevato nel 1834 da W. GeIl e dettagliatamente ancora descritto da Nibby nel 1837, localizzando la sua ubicazione sulla sommità del colle successivamente occupato dal Forte. Proprio durante i lavori di costruzione di quest’ultimo. a partire dal 1878, furono rinvenuti resti della città, oltre a numeroso materiale ceramico andato disperso. La vastità dei ritrovamenti, tra cui consistenti tratti di mura in opera quadrata, testimonia l’estensione dell’insediamento originario ben oltre la zona oggi occupata dal forte.

Quest’ultimo venne realizzato tra il 1882 e il 1891. Ultimo dei quindici forti costruiti tra il 1877 e il 1891 nell’ambito del Campo trincerato, progettato all’indomani dell’unita d’Italia per difendere la nuova capitale da un eventuale attacco francese a sostegno dello Stato Pontificio. Sorti secondo modalità costruttive (forti di cintura di tipo Anversa ad ordinamento scoperto) superate ormai dall’evoluzione delle tecniche belliche, essi vennero collocati in coincidenza delle strade consolati di accesso alla città e presentano caratteristiche morfologiche comuni.

Il Forte Antenne è un organismo poligonale interrato, fossato asciutto e da un “muro alla Carnet”, di solido impianto costruttivo, realizzato con muri in tufo e volte a botte in mattoni. Da un rapporto datato 20 giugno 1889, redatto dai “Capo Sezione” di stanza presso il Forte, a quell’epoca non a ancora ultimato, sappiamo che il presidio raggiungeva i 675 uomini. numero che sarebbe potuto salire fino a 880 in caso di necessità e che l’edificio era dotato di ben tre polveriere e 18 “bocche a fuoco”.

Questa architettura militare, non ancora valorizzata presenta particolari ricercati, come la ghisa dei pluviali e dei capanni dei piazzali d’armi, e interessanti qualità spaziali, come le strutture voltate e le prospettive a cannocchiale dei ricoveri di gola. Tali caratteristiche tipologiche dell’edificio costituirebbero traccia obbligata per un eventuale, auspicabile, progetto di riuso che, pur mirando all’individuazione di nuove funzionalità, rispetti e valorizzi il complesso. quale testimonianza di una particolare tipologia storica.

Per approfondire: progettoforti.wixsite.com/progettoforti/

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