Dove fu sparato il primo colpo

Se osservate una foto aerea dei grandi isolati a sinistra di via Nomentana tra Porta Pia e viale Regina Margherita, ne notate uno solo con il grande cortile pieno di verde. E’ l’isolato con ingresso in via Nomentana 133 e via Alessandria 130.

MAPPA della Zona Salario 1 (da corso d’Italia a via Savoia)  

Siamo davanti al cancello di via Alessandria 130, uno degli ingressi degli edifici dell’isolato di via Nomentana 133.

Con il permesso del portiere, gentile e disponibile, entriamo nell’atrio e, dopo pochi metri, usciamo nel grande cortile. Davanti a noi sorge una montagnola piena di alberi e arbusti. Una volta c’erano i pini ma, prima che venissero giù da soli, li hanno tagliati.

Mentre ci guardiamo inorno inizia la storia:

“E’ il 1870. La sera del 20 settembre, l’esercito italiano prende posizione davanti alle mura e alle porte sbarrate. I cannoni sono puntati e i bersaglieri pronti a scattare. Su questa altura davanti a noi, in particolare, c’è una batteria comandata da Giacomo Serge, un ufficiale di 31 anni del IX reggimento di artiglieria. L’obiettivo è chiaro: tutti i cannoni italiani concentreranno i loro tiri su un preciso punto delle mura a tra Porta Pia e Porta Salaria. Quel tratto infatti non è stato rinforzato negli ultimi anni per colpa dei discendenti di Napoleone, proprietari della villa all’interno, che lo hanno sempre impedito per evitare fastidi. Il comando è di iniziare il fuoco all’alba, ma arriva la luce del mattino e per qualche minuto non succede nulla.

I comandanti delle batterie esitano, il papa Pio IX aveva solennemente dichiarato che chiunque avesse per primo dato l’ordine di sparare un colpo di cannone sarebbe stato scomunicato a vita. E allora non era cosa da poco! Alle 5.20 un soldato pontificio, annidato con la sua compagnia nei ruderi della vecchia Villa Patrizi dall’altra parte della via Nomentana, spara un colpo di fucile verso la batteria che era posizionata qui. Il suo fucile è un micidiale Remington M1868, detto Pontificio in quanto realizzato ad hoc per l’esercito del papa, e il colpo uccide un artigliere della batteria posizionata sul piccolo colle davanti a noi. Segre vede il suo soldato morire e dà l’ordine: i suoi cannoni iniziano a sparare. A lui infatti la scomunica di Pio IX non interessava molto, perché era ebreo. Un attimo dopo, tutte le batterie italiane iniziano il cannoneggiamento e dopo 888 colpi, le possenti Mura Aureliane cedono. E’ aperta la breccia di Porta Pia. I bersaglieri posso partire all’attacco!”

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