San Silvestro

Al civico 275D di via Salaria, nel complesso di Villa Ada, c’è un cancello chiuso. Si può entrare con il permesso delle suore benedettine di Priscilla e, dopo una breve salita, si arriva a uno spiazzo erboso con al centro una piccola chiesa dedicata a San Silvestro Papa.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)  

Silvestro (285-335) è il primo papa  di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli ed ebbe la buona ventura di restare vescovo di Roma per 21 anni, dal 314 al 335, per quasi tutta la durata del regno di Costantino, morto nel 337. La leggenda vuole che nella cosiddetta “Donazione di Costantino”, l’Imperatore cedette a papa Silvestro il pieno potere su Roma e su tutto l’Occidente in cambio della guarigione dalla lebbra.

A papa Silvestro è dedicata la piccola basilica sul Monte delle Gioie sulla via Salaria, che è quello che rimane della antica basilica catacombale costruita nel IV secolo, nei pressi dell’antico ingresso delle Catacombe di Priscilla. Alla sua morte il 31 dicembre 335, il papa è sepolto in questa chiesa.

Durante il suo pontificato, infatti, Silvestro vuole costruire una chiesa dedicata a due martiri fratelli, Felice e Filippo, figli di Santa Felicita, coraggiosa donna romana messa a morte dopo che, lungo la via Salaria, erano stati uccisi, uno per uno, tutti e sette i suoi figli, dal più grande, Felice, al più piccolo, Januarius (Gennaro). A Filippo è intitolata l’attuale via che corre sul confine occidentale di Villa Ada verso i Parioli, via di San Filippo Martire (vedi vicolo San Filippo, Villa San Filippo)

La basilica “era grandissima ed ornatissima”, intorno a cui si aggrupparono molti oratorî e cappelle absidate: ivi erano gli avelli di parecchi papi del secolo V e VI, dopo la salma del suo fondatore, infatti la basilica accolse anche quelle di altri sei papi: Liberio, fondatore di Santa Maria Maggiore nel IV secolo, Siricio, Celestino I, Vigilio ed i due martiri, Marcello e Marcellino.

Nella biografia di Adriano I questa basilica è citata come “portico coemeterium” e il sottostante ipogeo di Priscilla era detto allora di San Silvestro. La stessa porta Salaria nel secolo VIII prendeva il nome dalla nostra basilica, e dicevasi di s. Silvestro, come risulta dalla topografia malmesburiense. Antonio Bosio ne vide gli avanzi che rimasero fino quasi ai giorni nostri nella vigna, già del collegio irlandese, poi Telfener (oggi villa Ada).

San Silvestro era la meta delle antiche processioni lungo la via Salaria in cui si sostava in preghiera nelle cappelle poste all’imbocco delle catacombe. E davanti alla chiesa, sul monticello ben elevato in vista dei monti Sabini, in vista di un’altra meta di pellegrinaggio: il Mausoleo di Costanza, si celebrava l’Eucarestia sulle tombe dei martiri, partecipando alla loro gioia nel regno dei cieli: il Monte delle Gioie.

La basilica era stata costruita utilizzando muri più antichi, tra cui si individuarono i resti di un mosaico pavimentale bianco con fascia nera, sotto il lastricato di un’aula, e una platea di cementizio di grandi dimensioni, di forma quadrangolare. Quest’ultima doveva essere il basamento di una costruzione notevolmente grande : era comunque una struttura precedente allo scavo delle gallerie cimiteriali, dal momento che una di queste ultime la utilizza come copertura.

De Rossi ipotizzò che i resti più antichi giacenti sotto la basilica fossero “la domus rustica del praedium (tenuta) degli Acilii Glabriones”, famiglia che aveva deposto i propri defunti nel sottostante cimitero, riconoscendo quindi in questo il luogo di provenienza dell’epigrafe di Minucio Natale, console del 106. Tolotti invece avanza l’ipotesi che si tratti del basamento di un mausoleo di epoca imperiale, della fine del I o della metà del II secolo d. C., considerando che i più antichi cimiteri cristiani si impiantavano dove già esistevano sepolture nel sopra terra. Inoltre la presenza di numerose piscine con strutture murarie, come nel caso in questione, poteva essere consona ad una proprietà divisa in più parti, come un sepolcreto. La forma stessa dei resti suggerì confronti con recinti funerari più che con abitazioni.

L’area di San Silvestro non è acquistata dai Savoia quando, tra il 1871 e il 1876, acquistano tutti i terreni sulla sinistra della via Salaria per la creazione di Villa Savoia. Sembra che in questa operazione ci fosse lo zampino di Pio IX.

Continuando a scendere lungo la via Salaria, dopo pochi metri, sempre sul lato sinistro, c’è una portale monumentale intorno ad una porta con i classici battenti metallici che caratterizzano gli ingressi catacombali. E’ appunto l’ingresso delle Catacombe di Priscilla realizzato da papa Pio IX.

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