Vigna Mangani

Il borghetto di Vigna Mangani è un piccolo nucleo abitato nel Quartiere Pietralata, tra via di Pietralata, la linea ferroviaria Roma-Firenze e il parco dell’Aqua Virgo. E’ anche noto con il nome di Borghetto di Pietralata.

MAPPA della zona Nomentano 5 (da via Rodolfo Lanciani alla Batteria Nomentana

A fine Ottocento la famiglia Mangani aveva una vigna lungo la via Nomentana nei terreni della vecchia Tenuta di Pietralata dove la marana che portava le acque dalla fonte dell’Acqua Bullicante, sfociava nell’Aniene.  Agli inizi del Novecento sulla via Nomentana, in corrispondenza della vigna,  sorge la Trattoria Mangani che rimane in funzione fino agli anni Venti. (vedi Antiche osterie sulla Nomentana)

Il borghetto di Vigna Mangani, come il vicino Canalone di Sant’Agnese e molti altri, è uno dei tanti miseri agglomerati di baracche che a partire da primo dopoguerra sono nati spontaneamente ai margini della città.

I suoi abitanti erano persone che, non potendosi permettere di acquistare una casa, se la costruivano con materiali di fortuna. Persone venute da fuori per trovare un lavoro, ma anche romani che avevano perduto la casa a causa degli sventramenti che negli anni Venti e Trenta interessarono il centro di Roma.

L’accesso alla vigna era in fondo a via della Batteria Nomentana, ma la realizzazione della linea ferroviaria Roma-Firenze taglia questa via d’accesso. L’attraversamento dei binari da parte degli abitanti del borghetto (anche bambini che andavano a scuola) provoca numerosi incidenti mortali e le Ferrovie realizzano un passaggio a livello alla fine di via della Batteria Nomentana. Per farlo aprire si prendeva un sampietrino che erano li lungo ferrovia si batteva 5 o 6 volte su un palo di ferro della linea elettrica. Il casellante sentiva, si affacciava, ti vedeva e, se non erano in arrivo dei treni, alzava le sbarre. Il passaggio a livello di Vigna Mangani rimane in funzione fino agli anni Sessanta, quando, sui viali di Circonvallazione, è realizzala la Tangenziale Est.

La storia di uno degli abitanti del borghetto è raccontata nel film del 1956, diretto da Vittorio De Sica, Il tetto.

Nel Borghetto di Vigna Mangani c’è la chiesa di Santa Maria delle Grazie. La costruzione è molto umile e una parte della struttura è adibita a falegnameria. Nel borghetto si trova anche la trattoria Il Gallo Rosso, una volta chiamata Osteria del Pesce Vivo, in cui veniva servito pesce “a chilometri zero” pescato nel vicino Aniene.

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