Vigna del Grillo Scarlatti

Vigna del Grillo Scarlatti, detta vigna di Pariolo successivamente chiamata Villa San Filippo, sorgeva sull’antico vicolo di San Filippo (lungo le attuali via Mafalda di Savoia e via di San Filippo Martire) e il vicolo di Schateau.

L’edificio della vigna, tuttora esistente è ubicato di fronte all’ingresso di Villa Polissena ed è contrassegnato da una piccola targa con il nome degli ultimi proprietari: VILLA FELICETTI.

Da successivi atti di compravendita si apprende che già prima del 1674 Villa San Filippo era proprietà della famiglia Scarlatti, estintasi prima nei del Grillo (1818) e poi nei Capranica (1831).

L’amministrazione della vigna del Grillo Scarlatti è conservata nell’Archivio Scarlatti, all’interno dell’archivio Capranica, per gli anni tra il 1674 e il 1715.
Si tratta di registri di uscite e di entrate, chiamati negli anni “Stracciafoglio della vigna” o “Giornale della vigna” o ancora “Libretto di spese per la vigna”, che riportano dettagliatamente il computo dei lavori di ordinaria coltivazione, manutenzione, piantumazione nella tenuta, unitamente al commercio dei beni prodotti.

Da queste carte apprendiamo che la proprietà Scarlatti si componeva della “vigna di Pariolo” sul sito delle attuali via Salvini, via Adelaide Ristori, via Duse – e di un prato vicino alla sorgente dell’Acqua Acetosa. Per la vigna gli Scarlatti pagavano un canone si enfiteusi all’Abbadia di S. Lorenzo fuori le Mura.

L’immagine di quella che era una tipica vigna romana emerge dalla puntuale, analitica descrizione delle singoli voci di spesa: in una nota del 1674 compaiono i lavori di piantumazione di una cospicua varietà di essenze arboree e vegetali: “piantare alcuni cipressi e rimettere alcuni gelsi”; c’è poi un conto di scudi 24,20 per un complesso di lavori affidati a “Franceschino Romanello piantarolo” consistenti nel piantare “236 piante di arbori di viti, 800 piante di allori, … 46 piante di cipressi”. Alle essenze destinate alla coltivazione e al commercio si affiancano così alberature, come lauri e cipressi, tipiche della villa di delizia.

Le cronache del Valesio riportano la vigna di Pariolo per due ricevimenti. Il primo, un pranzo offerto dall’abbate Scarlatti – Pompeo Scarlatti, menzionato nella nota del canone del 1685. Domenica 6 Ottobre 1701 per “la camera segreta di N.S., che gode le vacanze” (Valesio, I, 525). Il secondo Lunedì 20 Marzo 1702 dopo il matrimonio del Barone Scarlatti con “l’unica figliola di Gaetano degl’Annibali” (Valesio, II, 114).

A fine Ottocento, la proprietà compare nella cartografia come Villa San Filippo. poi, all’inizio del Novecento la vigna è proprietà Felicetti. La denominazione di Villa Felicetti compare infatti sul portone d’ingresso dell’edificio principale in via Mafalda di Savoia 3.

Per approfondire: Ville e casali nei Parioli. Casali e ville,

Pagina a livello superiore:  Villa San Filippo

Pagine allo stesso livello:

I commenti sono chiusi.