Sorgente dell’Acqua Acetosa

Nei secoli passati, i luoghi di cui stiamo parlando erano lontani dalla città. Ma il rapporto dei romani con i “luoghi simbolo” della campagna intorno a Roma era forte: le famiglie che vivevano all’interno delle mura, qualunque fosse il livello sociale, di appartenenza, amavano le gite “fuori porta”, vicine e lontane: a Sant’Agnese sulla via Nomentana, alle Acque Albule sulla via Tiburtina, ai Castelli con l’Appia, tanto per citare alcune mete.

Anche la sorgente dell’Acqua Acetosa, sul Tevere sotto le Alture dei Parioli, riscuoteva un certo successo.

Situata sulla sponda sinistra del Tevere a monte della città, tra la via Flaminia e la Salaria non troppo distante da Porta del Popolo, la sorgente era lì da tempo immemorabile e offriva un’acqua dal sapore acidulo-ferroso. La sorgente peraltro aveva dato il nome a tutta la zona lì intorno: da secoli infatti, è chiamata Acqua Acetosa tutta l’area alluvionale lungo il corso del Tevere sotto tre alture dei Parioli: il Sasso Mollarico (oggi noto come Villa Glori), il monte San Filippo (cioè la collina di piazza delle Muse, e infine il Monticello (dove oggi si arrampica via Francesco Denza).

La sorgente era conosciuta, pare, fin dai tempi di Plinio il vecchio e, nei secoli successivi, la sua fama era tale che nel 1567 è citata da Andrea Bacci, Archiatra Pontificio (cioè medico personale) di Sisto V nonché professore di botanica e farmacologia, nella sua opera “De Thermis”, nella quale sono elencate tutte le acque termali del mondo allora conosciuto.

Purtroppo tutta l’area in cui c’erano le sorgenti dell’Acqua Acetosa era soggetta a frequenti allagamenti causati dallo straripamento del Tevere. Proprio a causa delle inondazioni, nel 1608 la Camera Apostolica istituisce la carica di “Custode dell’Acqua Acetosa”, che fu affidata per la prima volta a tal Pietro Paolo Quarteri. Un esperto di fontane e acquedotti, direte voi! Invece no. Era un compositore e madrigalista della Corte Pontificia. Ma bere l’Acqua Acetosa non era semplicissimo: l’acqua infatti scaturiva da diverse polle e creava una specie di pantano fangoso e impraticabile sul greto del fiume.

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