L’ultimo intervento dei Torlonia sulla villa è voluto nel 1900 da Giovanni Torlonia (1873-1938), terzo principe del Fucino (sebbene fosse figlio di Giulio Borghese).
Interessato al rilancio del nome della famiglia Torlonia, il principe Giovanni fa realizzare il Villino Medioevale, un nuovo muro di cinta e il nuovo portale monumentale sulla (nuova e larghissima) via Nomentana (i Propilei), il Villino Rosso, il villino del guardiano all’ingresso di via Spallanzani e chiama Enrico Gennari per trasformare la Capanna Svizzera nella sua residenza, che da allora si chiamerà Casina delle Civette per il ricorrente motivo decorativo della civetta e di altri uccelli notturni. I nuovi edifici furono per lo più destinati ad abitazione.
E’ Giovanni che, nel 1925, offre la villa a Benito Mussolini, per un canone simbolico di una lira il mese. Villa Torlonia diventa la residenza ufficiale del capo dello Stato, mentre il principe Torlonia si ritira nella Casina delle Civette dove morirà nel 1938.
Nel 1928, nel Villino Medioevale è la sede del nuovo “Istituto internazionale per la cinematografia educativa”.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nella cantina sotto il salone da ballo di Villa Torlonia, è costruito un rifugio antiaereo e antigas. L’anno dopo è realizzato un altro rifugio verso il Casino dei Principi e alla fine del 1942, con l’imminente arrivo dei bombardamenti alleati su Roma, è costruito ex novo un vero e proprio bunker sotto il piazzale esterno del Casino Nobile (il bunker di Villa Torlonia). Nonostante i terribili bombardamenti dello scalo di San Lorenzo, nessuna bomba colpisce la villa.
Nel luglio 1944, gli americani entrano a Roma e dopo pochi giorni un distaccamento militare occupa villa Torlonia in cui , successivamente, si installa il Comando Americano. Nel 1947, alla loro partenza, gli americani si portano via buona parte degli arredi, in pratica, tutto quello che possono! La villa è ormai in stato di abbandono e aperta al saccheggio.
Nel 1977, il Comune di Roma espropria la villa ad Alessandro Gerini, figlio di Teresa Torlonia, e dal 1978 e la trasforma in parco pubblico. Il Comune però non può permettersi le enormi spese di restauro e recinta, per motivi di sicurezza, tutti gli edifici della villa per i quali prosegue il degrado e l’incuria. Nel 1978, il Comune di Roma apre il parco al pubblico, recintando tutte gli edifici della villa.
Solo negli anni Novanta il Comune riesce ad avviare una serie di consistenti interventi di restauro sia del parco che degli edifici. Ad oggi sono stati completamente ristrutturati la Casina delle Civette (sede del Museo della Casina delle Civette), le Scuderie Nuove, il Villino Rosso, i manufatti dei Propilei , il Casino dei Principi (sede di mostre temporanee e dell’archivio della Scuola Romana, il Villino Medioevale (sede di Technotown– ludoteca tecnologico scientifica) e infine il Casino nobile (sede della collezione della Villa e delle opere della Scuola Romana).
Torna alla storia di Villa Torlonia.
Pagine al livello inferiore:
Pagina al livello superiore: https://www.roma2pass.it/villa-torlonia/storia/
Pagine allo stesso livello:
Pagine correlate:
Nei dintorni (per vedere i Punti di Interesse in zona clicca su MAPPA):
- MAPPA della Zona Nomentano 1 (la fascia a destra di via Nomentana, da Porta Pia a viale XXI Aprile)
- Pagine Roma2pass nella stessa zona