Monte Antenne

Monte Antenne è un’altura che si affaccia sul Tevere, in particolare l’ultima propaggine dei Parioli prima della via Salaria. Oggi il monte è una zona verde di proprietà comunale, che fa parte del parco di Villa Ada.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)

Nessuna antenna è installata sulla sua sommità. Il nome deriva da Antemnae, un villaggio preromano nato su questa altura lungo la via Salaria vetus in posizione tale da controllare la confluenza dell’Aniene nel Tevere (il nome Antennae deriva dal latino ante amnes – davanti ai fiumi).

La vita sul colle risale all’era preistorica: questo, infatti, con Saccopastore e la Cava della Sedia del Diavolo, è un sito in cui sono stati fatti importanti ritrovamenti. Qui, alla confluenza dell’Aniene nel Tevere, confinavano diverse civiltà laziali: gli Etruschi e i Falischi sulla sponda nord-ovest del Tevere, i Latini ed i Sabini sulla sponda sud-est, divisi tra loro dall’Aniene. Il controllo di questa area era strategico e su questa altura, sin dall’ottavo secolo a.C., sorge un’antica città: Antemnae.

La storia di Antemnae, piccolo villaggio isolato che diventa città, fiorisce, viene colonizzato da Roma, trasformato in una roccaforte avamposto della città, privato lentamente della propria identità, scompare e lascia il posto ad una grande villa nobiliare di una famiglia: gli Acili, documenta la realtà complessa dello sviluppo del suburbio di Roma nel secoli.

La storia di questi luoghi si perde con le invasioni barbariche fino alla Mappa della Campagna Romana stampata nel 1547 da Eufrosino della Volpaia in cui si vedono due ville o grandi fattorie. In diverse piante e carte dei secoli successivi, l’area appare coltivata e divisa in numerose tenute e vigne fino alla sua acquisizione da parte dei Savoia come parco e riserva di caccia reale.

Qui dei Savoia rimane il fascinoso Parco Regina Elena, un bosco di Cedri dell’Himalaya, sul versante del colle verso gli impianti sportivi dell’Acqua Acetosa. Passeggiando sotto gli alberi, se non ci fosse il continuo rombo delle auto che corrono sulla via Olimpica, sembra di stare in un bosco di montagna.

La zona è anche chiamata Forte Antenne perché qui nell’ultimo trentennio dell’Ottocento, per difendere Roma da ipotetici attacchi di potenze straniere, si decide di realizzare una delle fortificazioni del Campo Trincerato di Roma.

Con l’inizio del secolo Forte Antenne si rivela completamente inutile e utilizzato come magazzino e caserma. In occasione dei Giochi Olimpici del 1960, è finalmente abbandonato dall’esercito e si decide di spostare qui il Campeggio di Villa Glori per accogliere la grande massa di turisti attesi a Roma per l’evento. Ma l’utilizzo delle strutture del forte si rileva impossibile: il campeggio è realizzato nell’area esterna sui pianori realizzati a fine Ottocento con la costruzione del forte spianando le alture preesistenti. e il forte si trasforma in abitazione abusiva dei custodi di allora e dei loro discendenti.

Il campeggio chiuderà pochi decenni dopo con l’apertura della grande Villa Ada e solo nel 2017 è lasciato libero (lasciando una casa come al solito occupata e numerose tracce degli impianti) e oggi il vecchio Forte Antenne è finalmente visitabile. Nel frattempo, intorno al forte sono sorte un paio di nuovi edifici di pubblica utilità (una scuola per esempio).

Nel 1995, nella zona a valle di Monte Antenne, verso i Parioli e l’Acqua Acetosa viene inaugurata la Grande Moschea e il Centro Culturale islamico.

Nei dintorni: Villa Ada, Ponte Salario, Circolo Tennis Parioli, l’Acqua Acetosa, la Moschea e il Centro Culturale islamico,

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