Antemnae

L’antica città di Antemnae sorgeva nella sella che separa oggi l’area di Villa Ada Savoia da Monte Antenne. Era un villaggio che diventa una fiorente città poi sconfitta da Roma che dopo essere stata trasformata in una roccaforte avamposto dell’urbe e privata lentamente della propria identità, scompare e lascia il posto ad una grande villa nobiliare di una famiglia nobiliare romana, gli Acilii.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)

La fondazione di  Antemnae si perde nella notte dei tempi. Non è chiara se la nascita di tale insediamento debba ascriversi ai Latini o ai Sabini. La critica moderna, basandosi sui capitoli 9 e 38 del I libro delle Storie di Tito Livio, propende per considerarlo di origine latina.

L’arce di Antemnae sorgeva sulla cima, ormai spianata per la costruzione di Forte Antenne, del colle che oggi chiamiamo Monte Antenne. Dalla sua posizione dominante, Antemnae domina sia i traffici su barche che scendevano lungo la riva sinistra del Tevere per arrivare al guado dell’isola (oggi Tiberina), sia quelli in terra che, seguendo la sponda sud-ovest del Tevere, dal mare all’interno lungo la via Salaria antica, guadavano l’Aniene dove la corrente diventa meno impetuosa per la vicinanza con lo sbocco nel Tevere, dove i Romani costruiranno ponte Salario. In quei tempi inoltre, in cui le strade praticamente non esistevano, anche l’Aniene era utilizzato per il trasporto delle merci dalla zona di Tivoli a qui. Da tale posizione Antemnae derivava la sua ricchezza. Il suo nome deriva proprio da questa straordinaria posizione (ante amnes).

Oggi è possibile avere solo una vaga idea dei motivi che determinarono la nascita e lo sviluppo di Antemnae. I lavori per la ricostruzione del forte ottocentesco, infatti, hanno stravolto l’aspetto originale di questa collina che anticamente presentava tre diverse alture divise da piccole valli con versanti scoscesi che si affacciavano sulla confluenza del Tevere con l’Aniene (entrambi all’epoca navigabili). L’altura risultava quindi facilmente difendibile, in una posizione che permetteva di controllare i commerci e imporre dazi e, nello stesso tempo ben collegata sia alle regioni costiere che a quelle interne.

La città di Antemnae era uno dei  villaggi più antichi del Lazio, di origine probabilmente sabina, poi abitato dai Siculi e successivamente conquistata agli Aborigeni, i primi abitanti del Lazio (ab origine cioè dall’inizio). Silio Italico, politico e poeta, afferma che era più antica ancora di Crustumerium, anch’essa affacciata sul Tevere e le cui rovine sono ancora presenti a destra della via Salaria dopo il raccordo anulare. Virgilio la nomina tra le cinque città che fabbricarono le armi per combattere i Troiani di Enea, profughi in cerca di una nuova patria. Da quella stirpe, secondo la leggenda, nacquero i fondatori di Roma. Da Antemnae si scendeva fino al quado sull’Aniene ponte Salario e si proseguiva verso i monti della Sabina i cui popoli gestivano direttamente il commercio del sale.

Diversi autori antichi (Varrone, Dionigi, Plutarco) citano Antemnae e del suo aperto contrasto con Roma sin dall’epoca Regia. La tradizione in particolare lega il nome della città al ratto delle Sabine, nel 753 a.C.: gli Antennati, insieme con i Crustumini e ai Ceninensi, sono tra i popoli più danneggiati da quell’episodio della storia romana. Infatti, mentre il re sabino Tito Tazio si riconcilia con i rapitori delle fanciulle, i Ceninensi attaccano Roma. Romolo li sconfigge e li insegue nella loro città distruggendola insieme a Crustumino. Approfittando dell’assenza di Romolo e del suo esercito, gli Antennati entrano nelle terre dei nemici. Ma le milizie romane tornano indietro e sconfigono gli Antennati dispersi a far razzie nei campi. La città di Antemnae è presa e la sorte dei suoi cittadini sarebbe stata atroce se non fosse intervenuta la matrona Ersilia, moglie di Romolo, intercedendo presso il marito. Gli Antennati sono accolti nella città di Roma come cittadini (o deportati) e nella loro città sono mandati trecento coloni romani.

Quando i Tarquini tentano di riprendere il trono, sono appoggiati dagli Antennati. Dopo questo episodio, la storia romana nomina la città di Antemnae solo a proposito della “guerra sociale”, ma il ricordo della sua grandezza rimase vivo tanto che Virgilio cita gli abitanti della “turrita Amntemnae” tra le popolazioni che muovono guerra ad Enea.

Dal III secolo a.C. la città decade ed è abbandonata per lasciare il posto, verso la fine del I secolo a.C., alla costruzione della grande villa degli Acilii (da cui la non distante piazza Acilia). Priscilla è una matrona di questa nobile (e ricchissima) famiglia. La via Salaria cambia il suo percorso e non passa più per Antemnae. Sull’Aniene è costruito ponte Salario.

Le alture di Antemnae, nei secoli della decadenza romana, sono la base per i Goti di Alarico che, venendo dal Nord, si apprestavano a conquistare Roma. Da allora ci vorranno diversi secoli primo di avere una traccia di cosa stesse succedendo il quei luoghi.

A fine Ottocento la costruzione del Forte Antenne, a protezione della via Salaria nell’ambito del  Campo trincerato, distrugge in modo irreparabile i resti e i reperti dell’antica città che dopo venti secoli erano ancora lì. Le esigenze di carattere militare non permettono a Rodolfo Lanciani, incaricato dal Ministero della Cultura di monitorare i ritrovamenti (e le conseguenti distruzioni) non riesce a svolgere questo incarico nel modo che avrebbe voluto.

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Passeggiata ad Antemnae

Nel territorio dei Parioli, nel lontano VI secolo a.C. prosperava un’antica città dal nome Antemnae. Il suo nome derivava dalla sua originaria posizione geografica “davanti ai due fiumi” cioè “ante amnes”; infatti questa città era posta alla confluenza del Tevere e del suo affluente Aniene, in posizione sopraelevata, in cima al verde Monte Antenne, dominando...

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Ritrovamento di Antemnae

La città di Antemnae, la cui esistenza è stata sempre nota grazie alle numerose fonti antiche, è localizzata con certezza solo nel 1819 da Antonio Nibby che individua resti architettonici sulla sommità del poggio di Antenne e nel 1834 Willam Gell (1777-1836), archeologo e topografo inglese che lavora molto a Roma, è il primo a...

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Storia di Antemnae

Le fonti antiche sono chiare sulla posizione dell'antica città di Antemnae che sarebbe da mettere in relazione al nome stesso ante-amnes (o ante-amnem) cioè davanti ai fiumi; Varrone in particolar modo specifica “dove l’Aniene si riversa nel Tevere“, Dionigi di Alicarnasso ci informa che “Antemnae era sita sulla sponda sinistra dell’Aniene, vicino al punto dove...

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Bibliografia essenziale:  Lorenzo Quilici, e Stefania Quilici Gigli, Antemnae (Latium vetus 1), Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1978.

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