L’hotel che ospitò i summit di Berlusconi diventerà un condominio esclusivo. Le proteste dei residenti per polvere e rumori tutto il giorno. Qui i vertici del centrodestra negli anni scorsi, ma anche i vip e la Nazionale inglese di rugby campione del mondo. Poi il fallimento nel 2019.
Una nuvola di polvere bianca si alza da via Archimede e circonda i palazzi che si affacciano su una delle strade più esclusive dei Parioli. Quando il vento la dirada compare il braccio meccanico di un’enorme gru che, pezzo dopo pezzo, strappa via enormi brandelli di facciata da quello che rimane di un palazzo molto conosciuto in zona.
Perché qui, al civico 69, al posto di un edificio che sta per essere completamente abbattuto e adesso è un ammasso di rovine che appare bombardato, c’era lo storico Hotel Duke, famoso quattro stelle che ha ospitato anche personaggi vip, oltre che la Nazionale inglese di rugby fresca campione del mondo, e dove una dozzina di anni fa l’allora premier Silvio Berlusconi organizzò un summit con gli eurodeputati del centrodestra, ripetuto in vista delle urne l’anno successivo con i vertici azzurri proprio nello stesso hotel allora di proprietà della famiglia del coordinatore regionale Alfredo Pallone.
Struttura adesso fallita e destinata a diventare un complesso residenziale con appartamenti con balconi e finestre affacciati sulla parte che da via Archimede porta a piazza Euclide. Intanto però da qualche settimana, anche se dopo le proteste di qualcuno la polvere sembra essere diminuita, i residenti sono alle prese con la demolizione del palazzo di cinque piani, al quale si accedeva un tempo da un ingresso su strada in stile Montecarlo.
Speriamo che finiscano presto perché qui, fra polvere e rumori, la situazione comincia a essere pesante», spiega chi abita negli edifici di fronte all’ex hotel che nel 2019 era finito al centro di un’operazione dei vigili urbani del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana che avevano scoperto un giro da milioni di euro legato al mancato versamento delle tasse di soggiorno versate dai turisti. Dodici alberghi importanti, fra i quali spiccava proprio il Duke. Venticinque indagati in tutto, con otto milioni di euro di mancato incasso complessivo per il Comune. Ma in quell’anno era già iniziato il declino dell’hotel di via Archimede per il quale la procedura di fallimento è scattata nel luglio 2019 mentre nel successivo novembre c’era stata l’adunanza dei creditori per l’esame delle passività. Sono seguite altre sei udienze di verifica, l’ultima delle quali nel luglio scorso.
Il Duke intanto è rimasto chiuso, come centinaia di altre attività in tutta Roma, a causa dei lockdown per la pandemia e poi per la crisi. Un altro duro colpo per l’economia collegata all’accoglienza dei turisti stranieri ai Parioli, che fra le sue vittime più illustri ha avuto ad esempio l’Hotel Aldrovandi, a due passi da Villa Taverna, residenza romana dell’ambasciatore Usa. Eppure ancora oggi la pagina internet del Duke è disponibile, come anche la possibilità di prenotare camere e suite su diversi siti commerciali, come se nulla fosse. In uno c’è anche una recensione, positiva come tante altre, che risale a tre mesi fa.
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