Villa Ruffo

Villa Ruffo è ubicata in alto, tra via Flaminia e villa Strohl Fern, in via di Villa Ruffo, l’attuale stradina che inizia da piazzale Flaminio e, seguendo il percorso dell’antico vicolo dell’Agnello, permette di accedere a villa Lubin.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)  

La villa è praticamente invisibile, completamente coperta da costruzioni intorno alla stazione della Ferrovia Roma Nord e sulla via omonima e dagli alberi che la mascherano a coloro che guardano in questa direzione dal piazzale della Marina.

All’inizio dell’Ottocento, il cardinale Fabrizio Ruffo era proprietario di Villa Giulia mentre quell’altura tra via Flaminia e il vicolo dell’Agnello detta la Montagnola, solo di pochi metri più bassa del vicino Pincio, era nella Vigna Odescalchi che aveva una “casa di villeggiatura” allineata sulla via Flaminia a pochi metri da Porta del Popolo.

Il Principe Antonio Ruffo della Scaletta, duca di Petralia nonchè duca di Artalia, acquistò la Montagnola da Candido Valli, che a sua volta aveva acquistato la Vigna Odescalchi una decina di anni prima dai principi Borghese, e fece costruire nel 1885 la sua villa dalle sobrie linee neo-cinquecentesche, tripartita da cornici fasce marcapiano e bugne verticali.

Rufo Vincenzo Principe della Scaletta, nacque nel 1888 a Roma dove morì nel 1959. Balì di Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, prese parte alla prima grande guerra. Ufficiale di aviazione fu pluridecorato. Uomo di cultura vasta e dai molteplici interessi, conosceva l’ebraico e l’arabo. Fu con Don Sturzo e con Alcide De Gasperi un fervente sostenitore del Partito Popolare, del quale influenzò la politica estera indirizzandola verso concezioni societarie e sovranazionali. Di questo partito fu anche membro della direzione e del Consiglio nazionale. Nella sua villa di Roma, senza badare al loro colore politico, ospitò rappresentanti dell’antifascismo ogni qual volta questo servì a sottrarli alla polizia del Regime. Rivestì varie cariche politiche e pubbliche. Nel dopoguerra fu consigliere comunale di Roma e presidente della Cassa di Risparmio di Roma.

Nella villa fu girata la scena finale de “L’Innocente” di Luchino Visconti

Agli anni ’50 risale la costruzione all’interno del parco di un secondo edificio residenziale.

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