Via Livenza

Via Livenza è  una piccola strada tra via Tevere e via Po, famosa per l’accesso all’ipogeo romano a cui ha dato il nome: l’ipogeo di via Livenza.

In questa pagina riportiamo un breve e garbato racconto di una nostra amica, Caterina Falcetta, dal titolo “LA MAGIA DI QUEL PICCOLO GIARDINO IN VIA LIVENZA”.
C’è un prezioso angolo in un quartiere quasi centrale, e quindi anche esso preda del disagio cittadino, all’interno della piccola via Livenza: un giardino, un po’ trascurato come lo sono tutte le cose oggi, comunque pur sempre un giardino, ed inoltre bene abitato. Ci sono delle bellissime piante; un alloro maestoso, e fino a qualche tempo fa anche una alta palma coronata dal suo bel ciuffo apicale di grandi foglie lanciniate (oggi ridotta solo ad uno spoglio tronco a causa della malattia che ha investito queste piante); ci sono dei begli oleandri che d’estate offrono una festa variopinta di colori, delle ortensie ed infine, e le cito per ultime, per un pizzico di orgoglio esibizionista (le ho piantate io) due rigogliose piante di limoni che, quando offrono insieme frutti e fiori, sono una vera meraviglia di profumi grazia colori.
Ma il giardino di via Livenza ha anche delle presenze, ormai inusitate nei quartieri del centro: due bambini! Nicola e Francesca, figli di una giovane coppia venuta da poco, lo arricchiscono con le loro festose giravolte a bordo di tricicli. Poi c’è Pallina,una graziosissima gattina dal pelo rossastro che (quando non è assente alla ricerca di mondi più ampi) offre la sua presenza elegante e festosa. Ora giace mollemente sdraiata a schiacciare un sonnellino, ora mostra la grazia civettuola della sua “persona”, accoccolata su uno dei pilastri che sostengono il cancello, altre volte,in preda a chi sa a quale impulso, si lascia andare a corse sfrenate. C’è anche il compagno di Pallina, un gattone dal pelo nero che fa un bel contrasto con lei, per le sue dimensioni e per il suo colore. Ma ultimamente il giardino di via Livenza ha offerto un vera novità: uno scoiattolo! Probabilmente uno della tribù di scoiattoli della vicina Villa Borghese, particolarmente curioso e vagabondo, che – abbandonando il suo mondo naturale e senza temere i pericoli dell’’urbanità – si è avventurato nel piccolo giardino. Al vederlo ho avuto un momento di perplessità ed ho pensato che fosse uno dei grandi topi, anche loro consueti ospiti, anche se meno graditi. Subito, però, i rapidi movimenti a scatto e l’inequivocabile coda mi hanno confermato la primitiva impressione. Visione, comunque momentanea, perché lo scoiattolo ha subito ripreso la via di casa, la vicina Villa Borghese. Non sapevo che gli scoiattoli fossero forniti di una mappa cittadina, ma io non so molte cose ed è questo un rammarico costante della mia vita…
Anche la musica è sempre presente in questo angolo e varia secondo le stagioni. Sono i duetti primaverili dei merli (che ricordano pagine di Tolstoj), i pigolii di passeri, gli stridii delle rondini quando prendono il volo dai loro nidi costruiti all’interno degli avvolgibili delle serrande degli appartamenti. Ed è il picchiettìo della pioggia che varia ‘secondo le fronde’ delle varie essenze. Insomma un giardino proprio magico, un po’ remoto dal resto della città, con un sapore di vita quasi arcaico.

Pinciano 1

I commenti sono chiusi