Palazzo Valli

Palazzo Valli sorge su piazzale Flaminio, e lateralmente si affaccia su via Flaminia e, dall’altra parte su via Alberto Ferrero.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)  

Il palazzo è costruito intorno agli anni 1880 da Candido Valli, un imprenditore di Narni, che aveva costruito diverse ferrovie nell’Italia appena nata.

Il Valli conosceva molto bene il metodo per la produzione di mattoni direttamente nella cava di argilla senza disporre di vere e proprie fornaci che era utilizzato nei cantieri ferroviari (dove i mattoni sono una materia prima fondamentale che va prodotta sul posto). Candido, che viene a Roma nel 1872 con un capitale da investire, acquista una serie di terreni argillosi lungo la via Flaminia e produce mattoni, merce particolarmente ricercata a Roma in un momento di “boom” edilizio. Sui terreni ormai sfruttati costruisce oppure li rivende, realizzando, in ogni caso, guadagni eccezionali.

La prima proprietà che Cesare Valli acquista a Roma è la vigna Odescalchi che si estendeva all’inizio della via Flaminia all’inizio della via appena fuori Porta del Popolo. Fu lui che vendette il terreno più alto della vigna ai principi Ruffo e fu lui che abbatte il fatiscente casino Odescalchi dove c’era l’Albergo dei Tre Re per costruire il suo palazzo.

Ma c’erano due problemi. Il primo fu subito risolto. In cambio di un arretramento della sua proprietà per permettere l’allargamento della via Flaminia, Candido Valli ottiene di inglobare nella sua proprietà l’antico vicolo delle Grotte, che iniziava dallo spiazzo davanti Porta del Popolo dove iniziava anche il vicolo dell’Agnello e correva parallelo alla Flaminia lungo il versante del colle. Il secondo problema ebbe una soluzione più travagliata. Nella proprietà Odescalchi c’era il cosiddetto Prospetto Barocco”, il bel portale della vecchia villa su via Flaminia, del XVII secolo di Onorio Longhi il Giovane, che non poteva assolutamente essere toccato.

Dopo estenuanti trattative, il Valli convinse il Comune a “prenderselo” e il portale fu smontato e nel 1925 ricostruito “pietra su pietra” a cura del Comune in via del Campidoglio, dove è ancor oggi possibile vederlo.

Nei dintorni: Deposito degli Omnibus,

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