Villa Poggi

Villa Poggi o Villa Poggio è il nome della splendida proprietà che il cardinale Giovanni Poggi si fece realizzare nel Cinquecento sul Monte San Valentino in una posizione da cui si dominava la valle del Tevere. La villa sorgeva dove, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è realizzata Villa Balestra. Il casino nobile della villa è oggi in via dei Monti Parioli e l’unica traccia rimasta del parco è il giardino di Villa Balestra, quel “pettine” di pini che dal Monte Parioli si affaccia su viale Tiziano e via Flaminia.  .

Tutto nasce intorno al 1540 quando il cardinale Giovanni Poggi, bolognese, tesoriere di papa Giulio III, si fa costruire una villa sul versante occidentale dell’antico Monte San Valentino in una posizione che domina la valle del Tevere a nord di Roma.  A Bologna, Palazzo Poggi, che oggi ospita la sede centrale dell’Università, era la sontuosa abitazione della famiglia del cardinale.

Nel 1551, papa Giulio II acquista la proprietà di Villa Poggio, con tutte le opere d’arte.  Nel 1557, papa Paolo IV rivendica la proprietà di tutto il complesso di Villa Giulia a Fabiano Ciocchi del Monte (nipote di papa Giulio III), in quanto realizzato con i soldi della Chiesa.  Nel 1561, papa Pio IV dona ai nipoti Borromeo i terreni della Vigna Bassa.  Villa Poggio diventa proprietà dei Medici Granduchi di Toscana.  Nel 1880, la villa è acquistata dal cav. Giuseppe Balestra che fa rinascere, con successo, la parte agricola della tenuta.  Nel 1928, una parte del parco della villa viene aperta al pubblico: su poco meno di 15.000 mq nasce l’attuale parco di Villa Balestra.  Nel 1937 due portali di Villa Balestra vengono smontati e rimontati come ingresso monumentale al Giardino degli Aranci all’Aventino.  Il casino nobile della villa diventa la scuola … successivamente è acquistato dalla Prelatura dell’Opus Dei che ne fa un Centro di Formazione.

Villa Poggi si estendeva dalla via Flaminia (in basso) al vicolo dell’Arco Oscuro, l’attuale via dei Monti Parioli (in alto), confinava a sud con la Vigna Bassa di Giovanni Maria del Monte (Villa Giulia) ed arrivava verso nord fino alle catacombe di San Valentino (l’attuale viale Maresciallo Pilsudsky).

Il casino nobile della villa è ancora esistente, seppur completamente ristrutturato ed ampliato, in via Monte Parioli 31. E’ oggi noto come Villa Balestra ed è sede del “Centro Internazionale di Villa Balestra” della Prelatura dell’Opus Dei. Al tempo della sua costruzione era ornato di pitture e ricco di opere d’arte.

Il parco era incantevole e pieno di luoghi ameni dove conversare o meditare: sotto un grande olmo, per esempio, circondato da una balaustra di marmo dello scultore Leonardo Sornaro. Nella Pianta di Roma del 1617 e nei conti di costruzione è riportato anche un “Uccellare per tordi” per rifornire la tavola dei proprietari.

Villa Poggi aveva una splendida loggia, oggi scomparsa, affacciata su via Flaminia e la valle del Tevere, che il Vasari dice affrescata da Pellegrino Tibaldi. Oggi sarebbe sopra Viale Tiziano nell’area del giardino pubblico. La loggia è descritta in un documento del 1562 come una loggia dipinta con due colonne di marmo bianco. Appare nella Pianta di Roma del 1617, nell’affresco in Vaticano sopra citato, nella Pianta di Roma di U. Pinard del 15555, nella pianta di Roma di Mario Cartaro del 1575 e in altre piante.

Un secondo casino era in una posizione che domina l’ultima parte di Valle Giulia, dove oggi sorge il villino Delfino in Parodi in via Ammannati 21. Forse costruito nel luogo dove sorgeva la piramide, con due obelischi e un orologio, descritta dal Boissard nel 1559, visibile nell’affresco in Vaticano dove appare una piramide con una loggia e nella Pianta di Roma del 1617. Nei documenti catastali dell’ottocento è indicato come edificio rurale, probabilmente una scuderia successivamente trasformata nel tinello della villa.

Fanno parte della villa anche la cosiddetta Casa del Maresciallo, all’angolo tra via Bartolomeo Ammannati e via dei Monti Parioli, che negli anni cinquanta fu trasformata in un moderno villino, la Casina del Curato, visibile in una pianta del 1617 e indicata come “edificio ad uso del vignarolo” ed altri edifici rurali rilevabili nella Pianta di Roma del 1617.

Nel 1551, papa Giulio III acquista la proprietà con tutte le opere d’arte ivi contenute, che costituirono il nucleo iniziale della collezione di Villa Giulia voluta dal papa.  La villa entra a far parte del complesso di Villa Giulia e da allora ne segue le sorti e il declino.

Sul Catasto Gregoriano, nella prima metà dell’800, compare come una vigna in enfiteusi ai fratelli Schulteis, con il casino nobile, il giardino formale e gli altri fabbricati.

Nel 1880 entra in possesso di Giuseppe Balestra e diventa Villa Balestra. a partire dal 1910, la villa fu smembrata. Solo la parte del parco verso la parete su viale Tiziano è stato salvato, aprendo il Giardino di Villa Balestra al pubblico nel 1928 e acquisendolo al patrimonio comunale nel 1939. La parte rimasta in mano ai privati edificata intorno al 1950.

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Villa Balestra

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