Acqua Acetosa e Paolo V

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Nel 1613, regna Paolo V della famiglia Borghese, il papa che vuole la facciata di San Pietro, amplia il Quirinale, porta a Trastevere l’acqua corrente, inizia a costruire la villa di famiglia e, tanto altro. E’ lui che, fermamente convinto delle virtù terapeutiche dell’Acqua Acetosa e conscio delle malattie che si stavano diffondendo tra la popolazione e i soldati, su consiglio dei medici fa realizzare da Giovanni Vasanzio delle condotte che raccolgono le acque dalle diverse sorgenti e le portano in un bottino che alimenta una fontana che offre la salutare acqua in modo molto più comodo per tutti.

Nasce così la Fontana dell’Acqua Acetosa che consisteva in una parete sobriamente ornata con una scritta che ancora leggiamo nel fornice sinistro dell’attuale fontana, all’estremo inferiore della cordonata:

PAULUS V PONT. MAX.
AN. SAL. MDCXIII PONT. IV
RENIBUS ET STOMACHO, SPLENI CORIQUE MEDETUR:
MILLE MALIS PRODEST ISTA SALUBRIS AQUA

(Paolo V Pontefice Massimo nell’anno di grazia 1613. Quest’acqua salubre è medicina al male dei reni, dello stomaco, della milza e del fegato, e giova contro mille altri mali).

Successivamente, altri pontefici, convinti da illustri scienziati sulla efficacia dell’acqua acetosa, si interessarono sia alla conservazione della sorgente, spesso minacciata da inquinamenti dovuti ai frequenti straripamenti del Tevere, sia intervenendo a difesa della fontana con restauri e modifiche.

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