Nel territorio di Villa Ada oggi ci sono tre piccoli laghi artificiali e un piccolo stagno.
- MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)
Nel territorio di Villa Ada oggi ci sono tre piccoli laghi artificiali e un piccolo stagno.
Sul Colle del Roccolo, nel folto del bosco di Villa Ada, non distante dal muro perimetrale lungo via Anna Magnani, c’è una vecchia torretta di caccia detta La Torretta del Roccolo.
L’accesso di Villa Ada in via Salaria 273 è chiamato l’ingresso dei Cavalli.
Il Casale della Finanziera è dentro Villa Ada sul colle omonimo che domina via di Ponte Salario.
Il colle della Vigna Vecchia è un’altura di Villa Ada a sud del colle del Roccolo.
Nel 2004, Sindaco Walter Veltroni, con delibera Consiliare del 24 novembre, fu approvato il progetto per realizzare, in deroga al vincolo archeologico e alla destinazione N, con integrazione volumetrica, un polo museale a Villa Ada per custodire la collezione di giocattoli Leonardo Servadio (uno stock di 10mila e 663 pezzi, per lo più d’origine svedese, degli anni fra il 1860 e il 1930) acquistati dal Comune di Roma al costo di 4,5 milioni + IVA (1). Continue reading
da fare
Fonte: https://www.roma2pass.it/villa-ada/relazione-storico-artistica/
Dopo poco più di un ventennio e alcuni passaggi di consegne, nel 1904 il complesso venne riacquistato dai Savoia, che avviarono nuovi consistenti interventi di risistemazione. Nel parco furono così introdotte colture agricole e venne creata una riserva di caccia.
Il palazzo reale fu arricchito con la creazione del giardino segreto, abbellito da scalee digradanti e disegnato con parterres decorati da statue e fontane. Tra il 1904 e 1906 fu costruito il grande portale maestro su via Salaria, con annessa abitazione del custode; l’antico casale Filomarino, oggi sede del Servizio Giardini del Comune, denominato la ” Tribuna ll” e pendant del precedente, venne sistemato a vaccheria e dotato di un laboratorio per la produzione del latte.
Nei medesimi anni la villa detta della Sacra Famiglia, casino di villeggiatura posto ai confine sud-occidentale della chiusa, già Bettelli-Olivieri poi detta Villa S. Filippo, verrà inizialmente destinata a abitazione dell’attendente del principe di Piemonte, generale Bonaldi, e quindi trasformata, tra il 1925 e il 1930, con la nuova denominazione di Villa Polissena, nella residenza della principessa Mafalda di Savoia e del consorte Filippo d’Assia Kassel, con uno spettacolare giardino realizzato su progetto di quest’ultimo.
Numerosi lecci da sughero, provenienti dalla Sardegna, pini e cipressi piantati sapientemente nei punti strategici fusero insieme l’antico parco, ornato da fontane e reperti archeologici seminascosti in boschetti e nicchie di tufo, con il nuovo spettacolare giardino realizzato su progetto di Filippo d’Assia. La vegetazione del parco venne arricchita di essenze rare e di numerose varietà di palme; nell’area delle serre, di fronte alle scuderie, venne intensificata la coltivazione dei fiori ed introdotta anche quella delle fragole, mentre numerosi pini sostituirono i vigneti sul colle in prossimità di Villa Polissena.
L’area verso Monte Antenne, caratterizzata da sempre da impianti boschivi, venne denominata “Bosco della Regina Elena” e al suo interno venne creata una riserva di caccia con sentieri ancora oggi presenti.
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