Giardino di Via Panama

Imboccando il marciapiede destro di via Panama dall’incrocio con via Salaria iniziamo a procedere in direzione di piazza Ungheria.  Superiamo alcune eleganti palazzine (una di essi è stata realizzata da Mario Tufaroli) e poi, continuando a camminare, si apre sulla destra una vasta area verde.  Guardando con più attenzione, vediamo un viottolo con in fondo un tratto del muro di cinta di Villa Ada (qui accessibile da un angusto passaggio).

Oggi, quest’area verde è denominata Parco Isac Rabin ed è dedicata a Yitzhak Rabin, primo ministro dello Stato d’Israele , ucciso nel 1995 e premio Nobel per la pace.  Tutto avvenne in Israele, nella piazza dei Re di Israele che, dopo l’attentato, fu chiamata piazza Rabin in onore del politico israeliano.

Più avanti vediamo la copia romana dello “Shaheed Minar” un monumento nazionale del Bangladesh situato a Dacca e realizzato per commemorare i martiri del Movimento per la conservazione della “Lingua Madre” nel 1952.

Continuando a spostarci nel parco, passiamo davanti a un piccolo parco giochi per bambini donato dal Giappone e, riavvicinandoci a via Panama, notiamo due edifici di legno verde, abbandonati da qualche anno.  Facevano parte del Bar Panamino che il Comune di Roma ha ormai fatto chiudere da qualche anno (https://www.rodolfobosi.it/rassegna-stampa/addio-caffe-panamino-labuso-non-ce-piu-adesso-i-romani-aspettano-un-nuovo-bando/).

Avanzando ci troviamo davanti una grande area recintata e senza vegetazione che si estende da via Panama verso l’alto dove corre via del Canneto.  Sarebbe dovuta diventare un parcheggio ma da anni, per problemi di concessione edilizia, il lavori sono bloccati.   A destra del cantiere, un passaggio pedonale verso l’alto collega a via del Canneto.

Camminando nel Parco, dietro il bar ormai chiuso, vediamo uno strano monumento con linee modernissime.  E’ un’iniziativa mondiale delle comunità emigrate all’estero dello Sri Lanka  (l’isola nell’oceano Indiano che in passato chiamavamo “Ceylon”), che nella città dove sono emigrate innalzano un monumento analogo a quello che vediamo qui.

Continuando a percorre Parco Rabin parallelamente al via Panama, vediamo la rete di confine di Villa Ada.

In alto   ungo la recinzione scendeva l’antico percorso del vicolo del Canneto, un viottolo che parte da viale Romania ed è bloccato, dopo poche decine di metri

si sempa ) che arrivava giù fino a via Salaria e che, per una serie di motivi, non arriva più qui nel fondo valle.  Tra le altre cause dell’interruzione dell’antico stradello c’è il tentativo di una nobile proprietaria di costruire la sua villa abusiva lungo il percorso del vicolo in alto (i ruderi della casa sono ancora lì in alto).

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