Villa Lecce

La grande Villa Lecce nell’Ottocento sorgeva tra via Salaria e il vicolo di San Filippo o vicolo dei Parioli, sul cui tracciato oggi corre viale Romania. Il casino nobile della villa è oggi Villa Grazioli.

MAPPA PARIOLI 1 della Zona Parioli 1 (da via Salaria a piazza Ungheria),  MAPPA PARIOLI 2 della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)

Dalla lottizzazione di Villa Lecce nascono Villa Grazioli, le palazzine lungo via Panama e via Bruxelles, la prima area del quartiere Parioli ad essere costruita, villa de Heriz, oggi sede della LUISS, e  la chiesa di San Roberto Bellarmino.

Villa Lecce, così denominata dal nome degli enfiteuti Marchesi Carrozzi Lecce, si estendeva sulla Salaria tra l’odierna via Bruxelles e la villa Potenziani. La proprietà del terreno era degli Altieri, in comproprietà con il Monastero delle Benedettine di Montefiascone.

La villa è adiacente a un vasto tenimento denominato Villa Biondi. Al fondo Lecce appartiene un casale stretto e lungo che compare ancora a via Salaria al civico 249 e 251.

I Carrozzi, in origine Caroz, sono originari dal Regno di Valenza e si trasferiscono in Sardegna fin dalla conquista dell’isola, nel 1323, da parte dell’Infante Don Alfonso, figlio di Giacomo II d’Aragona. A questa famiglia appartiene Francesco, che nel 1325 è ammiraglio della flotta aragonese e Governatore Generale dell’isola di Sardegna che ottiene sull’isola, in remunerazione dei suoi servigi, molte concessioni di feudi. I Carrozzi Lecci, iniziano col matrimonio di Nicola Carrozzi e la marchesa Luigia Lecci (mutato poi in: “Lecce” ) nel 1621, si trasferiscono nello Stato Pontificio e diversi suoi membri militano nell’Esercito Pontificio. (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=13058 ). Lo stemma dei Carrozzi Lecce è di azzurro alle 3 rupi in punta con colomba sorgente, sormontate da 3 stelle.

Nel Catasto Gregoriano, in questa area tra via Salaria e il vicolo dei Parioli (oggi viale Romania), oltre agli edifici rustici denominati “case con corte ad uso della vigna”, compaiono gli edifici padronali descritti come “ad uso di villeggiatura”: il vecchio casale della Villa di Digne, nucleo originale della successiva Villa De Heritz, la demolita Villa Simonetti e il suddetto casale della Villa Lecce. Dopo la morte dell’ultimo erede dei Biondi, nel 1836, le eredi alienano i diritti di enfiteusi, finché, dopo vari passaggi poco dopo il 1870, sia la villa di Digne che la Villa Lecce, risultano proprietà di uno dei Camerieri di Spada e Cappa Sopranumerari al servizio di Papa Pio IX, l’inglese John Campbell Smith, insignito del titolo di Conte di Heritz.

Nel 1870, allineate sul lato sinistra della via Salaria c’erano la vigna Amici, villa Lecce (poi villa Savoia) e la tenuta dei Potenziani (dopo qualche anno venduta ai Savoia).

A fine Ottocento, villa Lecce è frazionata in diversi fondi di cui due si allineano su via Salaria, la vigna Simonetti e quello con il casino nobile che rimane ai marchesi Carozzi-Lecce. Nel 1878, Giovanni Campbell Smith conte di Heriz acquista vigna Digne, la parte di Villa Lecce verso villa Savoia, dove sorge un antico casino di caccia dei Pallavicini poi trasformata in villa dal cardinale di Degne e li il nuovo proprietario costruisce la sua villa (Villa Heriz).

Il casino nobile di villa Lecce, allora di proprietà dei marchesi Carozzi-Lecce, è acquistato nel 1886 dal duca Giulio Grazioli Lante della Rovere (Villa Grazioli) che affida all’arch. Giovanni Riggi, l’ampliamento del casino nobile e la costruzione delle scuderie.

 

 

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