Villa Alberoni

Villa Alberoni era una grande villa settecentesca che si estendeva lungo la via Nomentana, dal vicolo della Fontana all’altezza dell’attuale viale Gorizia, nell’area dove ora sono Villa Paganini e la sede della LUISS di via Pola e tanti villini anni Trenta e moderne  palazzine .

Le origini di villa Alberoni risalgono alla fine del Cinquecento, quando è una vigna del cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino, governatore di Roma e braccio forte di papa Sisto V.  Unica traccia di tale villa è la piccola fontana, spostata di recente all’angolo di via Nomentana e vicolo della Fontana, dalle classiche forme rinascimentali con lo stemma cardinalizio e un’iscrizione, che ricorda la conduzione dell’Aqua Felice concessa al cardinale dal pontefice Gregorio XIV.

La vigna appartiene agli Odescalchi fino al 1721, quando è acquistata dal cardinale Giulio Alberoni, potente ministro plenipotenziario dell’imperatore Filippo V.  Il nuovo proprietario trasforma la vigna in villa: il vasto appezzamento di terreno è organizzato in viali ortogonali e dotato di numerosi edifici che consentono anche il soggiorno del proprietario e dei suoi nobili ospiti.

Nel luogo in cui attualmente sorge l’IIS Giosuè Carducci (in largo di Villa Paganini 6), è realizzato un Casino nobile dalla bizzarra planimetria che comprendeva ben 30 ambienti, affrescati dal pittore Pietro Scaffi, sontuosamente decorati a stucco e arredati, come documentano le numerose cronache dei lavori e l’ammirazione espressa dal re d’Inghilterra Giorgio II, ospite del cardinale con la moglie Clementina Sobieski (morta a Roma  nel 1735, a soli 32 anni) una delle tre donne sepolte nella basilica di San Pietro).

Con il Casino sono realizzate serre per agrumi, fabbricati per vignaroli e giardinieri, un tinellone per contenere 124 botti di vino, due fienili, una “loggia con vano decorato a grottesca con un cavallo marino che esce sotto“, una grotta per tenere il vino in fresco, un ingresso monumentale con un portale sormontato dallo stemma Alberoni, ornato da palle in peperino e da nicchie laterali.

Il parco settecentesco si estendeva fino alla attuale viale Gorizia ed era articolato secondo schemi formali: cinque grandi viali rettilinei attraversavano la villa dal vicolo della Fontana all’attuale viale Gorizia e, intersecati da viali minori perpendicolari, convergevano attorno ad una costruzione di pianta circolare, che nelle descrizioni d’epoca è chiamata “tinello”.

Fortunatamente, anche se ignorato da tutti in quanto avulso dal ambiente originario, il tinello Alberoni è ancora lì, nel parco della LUISS, sebbene degradato: si tratta di una grotta ricoperta da tartari e roccaglie, una fontana di chiara ispirazione barocca, con al centro una scultura colossale, la riproduzione della celebre personificazione del fiume Nilo, che si conserva nel Museo del Louvre.

Villa Alberoni è riportata nella Pianta del Nolli del 1748 dove si vede che il confine originale della villa correva su via Nomentana, il vicolo della Fontana e le attuali largo di Villa Paganini, via delle Isole, via degli Appennini. Il portale d’accesso è rimasto quello originale, ha però perduto sia le decorazioni e gli stemmi sia la scritta “EST DEUS IN ISRAEL” fattavi incidere dal cardinale Alberoni quando fu prosciolto dalle accuse ingiuste che gli erano state rivolte.

Alla morte del cardinale, nel 1752, la villa passa in eredità al Collegio Alberoniano di Piacenza ma, nel 1798, gli amministratori la vendono a Luigi Mirri che, a sua volta, la cede ai fratelli Argenti che, nel 1832, donano la villa alla Compagnia di Gesù.  Nel 1860 il proprietario è Pietro Roesler Franz, che la estende fino a 22 ettari.

Nel 1874, la villa è della Compagnia Fondiaria Italiana che dà inizio a lottizzazioni a fini speculativi. Nel 1890, dopo altri passaggi di proprietà, la villa è in condizioni d’abbandono ed è acquistata dal senatore Roberto Paganini che, sotto la pressione della crescente espansione edilizia della città, continua la lottizzazione del parco, frazionato in una miriade di lotti per la costruzione di villini.

Quando gli eredi Paganini nel 1913 cedono la villa al conte Enrico Lutzow, nobile di origine boema, la proprietà è ormai ridotta. Il conte amplia il Casino nobile nel 1914, su progetto di Emilio Albertini, e vi abita fino al 1934 quando:

  • vende al Comune di Roma il Casino nobile e la parte del parco adiacente al vicolo della Fontana (l’attuale Villa Paganini),
  • nella parte residua dell’antica villa realizza: 
    • sull’altura sopra il grande Tinello Alberoni , tra monumentali esemplari di Pinus pinea, un grande edificio residenziale, detto “la Palazzina”, ricchissimo ed elaborato sia nell’architettura esterna che negli ambienti interni, 
    • uno splendido giardino all’italiana, nell’area tra la “palazzina” e il muraglione verso via degli Appennini, progettato da Armando Brasini e dall’ingegnere Francesco Bruno.

L’area acquistata dal Comune è sistemata a parco pubblico da Raffaele De Vico, architetto del Servizio Giardini, e, nel 1934, alla presenza di Benito Mussolini, il Giardino di Villa Paganini è inaugurato.  Il Casino nobile è adibito a scuola.

La nuova villa realizzata da Lutzow è recintata su via Pola e via Giulio Alberoni da un articolato muro dalle linee barocche, culminante nel pretenzioso ingresso all’angolo delle due vie dai ricchi pilastri, con una bella cancellata in ferro battuto.

Sull’utilizzo negli anni Trenta della villa dopo la partenza di Lutzow, non sono notizie precise se non che è stata la residenza di Galeazzo ed Edda Ciano. 

Tra la fine della guerra e i primi anni Cinquanta, la villa è sede dell’Ambasciata Cinese.  Poi, nel 1956, la villa viene spogliata dei suoi arredi con un asta pubblica.  Nel 1959 la proprietà viene acquistata dalla scuola cattolica Università Internazionale Pro Deo.

Nel 1974 la villa è acquistata dall’Università LUISS Guido Carli. Oggi è chiamata Villa Alberoni LUISS e, oltre alle attrezzature didattiche, ospita uffici ed è la sede del Rettorato.

Alla fine degli anni Settanta, nel giardino posteriore della Villa affacciato su via degli Appennini, La LUIS esegue un grande scavo per la realizzazione di un complesso di aule e dell’aula magna (sotto il livello originale del terreno. Questi enormi lavori hanno comportato la scomparsa del preesistente giardino all’italiana.

Nell’attuale via di accesso dal cancello d’ingresso alla Palazzina, oltre al Tinello compaiono numerose sculture in cocciopesto, che scandiscono le due rampe della scalinata, basamenti con la stella a sei punte emblema araldico del cardinale Alberoni e alcune statue in marmo. Sopravvivono alcuni pini del giardino settecentesco, che insieme ad esemplari di palma sovrastano le lussureggianti fioriture di rampicanti e stagionali.

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Tinello Alberoni

Il Tinello Alberoni è lo splendido ninfeo dell'antica Villa Alberoni che oggi si trova nella sede della LUISS di via Pola. MAPPA della Zona Trieste 2 (tra corso Trieste e via Nomentana)   Continue reading →

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