Orti di guerra a Villa Torlonia

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Villa Torlonia è trasformata in una sorta di fattoria, con il parco che accoglie coltivazioni varie e alcuni edifici usati come stalle per animali, sotto la sorveglianza di donna Rachele Mussolini. 

Davanti al Casino nobile, decorato con aulici affreschi e statue antiche, si coltiva il grano; sul retro vi sono patate e granturco.  Nel meno fastoso e più appartato edificio delle Scuderie sono sistemati allevamenti non solo di conigli, galline e tacchini ma anche di maiali e pecore.

Tutte le operazioni di messa a coltura sono fedelmente trascritte nei libri di conti e documentate da alcune immagini della Villa che non ospitava più le ginniche esibizioni o ambasciatori che rendevano omaggio al duce ma le lavorazioni della terra e che mostravano donna Rachele attorniata dai nipoti, che sfamava galline e maiali.

Dopo l’arresto di Mussolini, ancora più gravi sono le conseguenze sulla Villa.  Dal 1944 al 1947, infatti, tutto il complesso è occupato dall’esercito anglo-americano e i danni prodotti in quegli anni sono disastrosi.

Nel 1977, il Comune di Roma acquisisce la proprietà della Villa e la riscatta, trasformando un luogo devastato in un accogliente sistema culturale: l’attuale Villa Torlonia.

Tratto da “Orti di guerra” di Alberta Campitelli, che ringraziamo.

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