Informazioni su Ventura Andrea

nato a Roma il 16/04/1948

I Racconti del Flaneur “Fra Cannoni e Osterie” di Armando Bussi

Questa volta i “Racconti del Flâneur” ci portano a ridosso delle mura Aureliane, nel breve tratto che va dal piazzale di Porta Pia (da cui inizia la via Nomentana) a Piazza Fiume (dove comincia la Salaria).

Nel suo racconto infatti, intitolato “Fra Cannoni e Osterie”, Armando Bussi ci parla della battaglia del 20 settembre 1870, quando fu aperta la famosa Breccia, attraverso cui la Città Eterna venne riunita al neonato Regno d’Italia.

Ma proprio di qua sono per tre volte passati eserciti che hanno preso Roma; per primi i Galli di Brenno, che nel 386 a.C. misero la città a ferro e fuoco, dopo essere entrati dalla Porta Collina (che si apriva sulle più antiche mura Serviane – le Aureliane ancora non c’erano – poco più avanti, all’angolo fra le attuali via Goito e via XX settembre). Poi toccò ai Visigoti di Alarico, che nel 410 d.C. riuscirono a passare dalla Porta Salaria (ora appunto piazza Fiume) distruggendo e razziando molte delle ricchezze di un’Urbe inviolata da otto secoli. L’ultima conquista, questa volta senza saccheggi, ci fu nel 1870, quando le artiglierie guidate da Raffaele Cadorna aprirono qui la Breccia di Porta Pia.

E anche in questo luogo, come tanti altri di Roma, non ci sono solo opere e monumenti che ricordano la Storia (quella con l’esse maiuscola): se alziamo gli occhi e vogliamo veramente capire, un semplice cancello, un palazzo, un’iscrizione (di fronte a cui magari siamo spesso passati soprappensiero, senza vedere nulla) possono narrarci tante altre storie diverse: di guerre ma, per fortuna, anche di pace.

Come quelle che troviamo nel racconto “Fra cannoni e osterie” di Armando Bussi.

Per leggere il racconto cliccare qui .

Per vedere (e leggere) i “I Racconti del Flâneur Roma2pass” già pubblicati cliccare qui.

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I Racconti del Flâneur: “Gli oleandri in fiore” di Maria Grazia Toniolo

Questa volta, nei Racconti del Flâneur si parla di fiori, di fiori velenosi!

In questi giorni, le strade di Roma sono un trionfo di fiori di oleandro, una pianta allegra e terribile che nel giugno del 1849 difense Roma meglio di un battaglione armato! Durante l’assedio francese del Generale Oudinot contro la Repubblica Romana infatti, una sera, un contingente di zuavi francesi decide di arrostire le salsicce della loro razione: ma sono a corto di spiedi. Perchè allora non utilizzare i rami dritti e robusti di quei bei cespugli fioriti che in Francia non si trovano? Ma il grasso di maiale, mescolato con la micidiale oleandrina, ha effetti gastrointestinali (causando vomito, diarrea e convulsioni) e, ancora peggio, cardiaci (causando aritmia e arresto cardiaco). La cena degli zuavi finisce con venti morti e circa duecento intossicati: un anomalo caso di guerra tossicologica!

Nel suo racconto “Gli Oleandri in Fiore” Maria Grazia Toniolo ci parla invece del trionfo di allegria e di bellezza che gli oleandri portano nel paesaggio romano e di tutto il Mediterraneo. Per leggerlo cliccate qui.

Per leggere i “I Racconti del Flâneur Roma2pass” già pubblicati cliccare qui.

Inviate a roma2pass@gmail.com i vostri commenti e segnalate eventuali errori o omissioni che trovate nelle pagine Roma2pss. Grazie

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I Racconti del Flâneur: Quando a Villa Glori c’era una colonia …

Questa settimana I Racconti del Flâneur vi invitano a visitare il cuore di Villa Glori: “La Colonia Marchiafava”, che è ora il Complesso della Caritas caratterizzato da due padiglioni di legno verde.

Questo luogo, sinonimo di pietà e accoglienza, entra violentemente nella storia il 23 ottobre 1867 quando vi muore Enrico Cairoli, comandante di una sfortunata spedizione garibaldina, mentre si trasforma poi, fin dalla fine dell’Ottocento, in un dispensario e una colonia per bambini gracili come ci racconta Giovanna Alatri nel suo racconto “Quando a Villa Glori c’era una colonia …” . per leggere la storia cliccare qui.

Questa colonia faceva parte di una “rete” romana di assistenza sanitaria per l’infanzia che ha visto l’impegno di pedagoghi, medici e filantropi del calibro di Maria Montessori, Sibilla Aleramo, Anna Fraentzel, Angelo Celli e, appunto, Ettore Marchiafava.

La visita di Villa Glori, inoltre, permette di fare un tuffo nella storia garibaldina, nella storia italiana (visitando l’altare che commemora i nostri caduti in quell’area verde che una volta si chiamava Parco della Rimembranza) e infine nell’arte contemporanea (con la visita delle opere di Arte Povera distribuite nel parco dal progetto “Varcare la Soglia“). Scendendo verso il piazzale del Parco della Rimembranza, infine è possibile visitare la vicina Fontana dell’Acqua Acetosa.

L’iniziativa “I Racconti del Flâneur Roma2pass” è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Municipio II del Comune di Roma.

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I Racconti del Flâneur: “Maggio a Villa Ada” di Maria Grazia Toniolo

Il “Racconto del Flâneur” di questa settimana si chiama “Maggio a Villa Ada” e vi invita a visitare villa Savoia (Villa Ada): un “parco all’inglese” pieno di specie arboree rare e, in questa stagione, caratterizzato da un’esplosione di piante e fiori.

In particolare, il testo della nostra socia Maria Grazia Toniolo ci conduce nei viali della villa con un corredo di bellissime foto scattate proprio nel mese di maggio da Guido Giubbini.   Il suo racconto ci guida attraverso la storia, i pettegolezzi e gli aneddoti della vita e dei suoi proprietari, a partire dai Pallavicini, dai Potenziani per parlare infine di Vittorio Emanuele II, di suo nipote Vittorio Emanuele III e delle principesse reali. Veramente interessanti, in quanto assolutamente esclusivi, sono i flash che descrivono l’interno della villa reale passata, con tutti i suoi arredi sabaudi, “a cancelli chiusi” dalle mani del Re fuggiasco ad Alessandria d’Egitto a quelle di Farouk d’Egitto, e ora visibile solo agli ospiti dell’Ambasciatore Egiziano.

Villa Savoia è stata molto amata da Vittorio Emanuele II che morì nel 1878 in seguito ad una battuta di caccia notturna tra i boschetti e i laghetti della tenuta; ma è stata anche molto detestata dagli italiani che non hanno ancora dimenticato la fuga dei reali che aprì le porte all’occupazione nazista. E’ forse a causa di queste vicende che tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni hanno trascurato questo gioiello?

Leggete “Maggio a Villa Ada” e visitate con occhi diversi la villa.

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I Racconti del Flâneur : “Napoleone Bonaparte, la verità storica”

Nel bicentenario della morte di Napoleone i Racconti del Flâneur pubblica un ritratto “controcorrente” di Bonaparte scritto da Carlo De Bac, convinto pacifista: “Napoleone Bonaparte, la verità storica”  con un contributo di Andrea Ventura sulla Roma Napoleonica.

L’immagine che Carlo da di Napoleone è decisamente negativa. Il suo libello trae spunto dalla famosa frase dell’ode “5 Maggio” di Manzoni :”ai posteri l’ardua sentenza” e la sentenza, dopo duecento anni, e alla luce di migliaia di pagine di ricerche e pubblicazioni, svolte da centinaia di studiosi in tutto il mondo, non è sempre assolutoria. In questo caso il lato oscuro di Napoleone evidenzia anche i gravi saccheggi perpetrati dalle truppe francesi in tutta Italia e a Roma in particolare.

Nel (ri)leggere l’ode il “5 Maggio”, con il suo ritmo incalzante, specie per chi (come molti soci di AMUSE) ha dovuto mandarla a memoria, non è possibile non accompagnare la recita con una celebre “colonna sonora”: la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore Op. 55 “Eroica” di  Ludwig van Beethoven. Ebbene, proprio la storia dell’ “Eroica” evidenzia le contraddizioni di Napoleone, che da incarnazione dei principi della rivoluzione francese si trasforma, agli occhi di Beethoven (e poi, con il tempo, a quelli moltissimi altri intellettuali artisti, politici e semplici cittadini), in un “tiranno”. Quando Beethoven scrisse questa sinfonia, sul manoscritto, in cima al frontespizio, compariva la dicitura “Bonaparte”  e “Ludwig van Beethoven” in fondo. Ma non appena Beethoven ricevette la notizia che Bonaparte si era dichiarato Imperatore, esclamò in preda all’ira: “Quindi non è altro che un comune mortale!  Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo, cederà alla sua ambizione; ora si crederà superiore a tutti gli uomini, diventerà un tiranno!”. Afferrò la parte superiore del frontespizio, lo strappò a metà e lo gettò a terra. La pagina dovette essere ricopiata, e fu solo allora che la sinfonia ricevette il titolo di “Sinfonia Eroica”.

Ebbene è proprio questa trasformazione che De Bac racconta, nel racconto Napoleone Bonaparte, la verità storica” 

Alla fine delle “nefandezze” napoleoniche, Andrea Ventura ha aggiunto una visione della “Roma Napoleonica” e di quanta parte dell’architettura e dell’arte di quel periodo si trovi proprio nel Municipio II. Queste innovazioni ambientali e architettoniche rivelano comunque lo spirito di servilismo che ha contraddistinto il comportamento della maggior parte degli italiani di allora nei confronti di Napoleone.

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I racconti del Flâneur: “I racconti del Barbiere”

Questa settimana, nella rubrica  i Racconti del Flâneur, Roma2Pass presenta un ricordo di Massimo Santucci che parla di un flâneur del tutto particolare: il barbiere di piazza Pitagora. Un personaggio, ormai scomparso, ma che, tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, era conosciutissimo in zona e che, a sua volta, conosceva tutti e tutto del circondario.

La nuova storia s’intitola I racconti del barbiere e per leggerla basta cliccare qui Continue reading

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