Basilica Costantiniana

Da piazza Annibaliano, volgendo lo sguardo verso la via Nomentana che corre in alto verso sud est, si nota un grande muraglione semicircolare. Appartiene alla cosiddetta Basilica costantiniana di Sant’Agnese.

Il più antico edificio del Complesso Monumentale di Sant’Agnese, è la grande basilica costantiniana, di cui oggi sopravvivono solamente alcuni imponenti ruderi, visibili principalmente dal retro del complesso, ovvero da piazza Annibaliano.

La basilica è realizzata accanto (non sopra) la tomba della martire, come già accaduto anche in altri casi. La sua costruzione comporta l’abbandono di una necropoli preesistente, sovrastante la quarta regione delle catacombe di Sant’Agnese.

Si tratta di un cimitero coperto di grandi dimensioni (40 x 100 metri), fatto realizzare da Costantina, figlia dell’imperatore Costantino e di Fausta, su un terreno di famiglia, presso il luogo di sepoltura della martire Agnese, di cui Costantina era devota probabilmente a causa di una guarigione, tra il 337 e il 351 d.C. E’ il periodo in cui Costantina risiede a Roma dopo la morte del marito Annibaliano, fatto uccidere da suo fratello, Costanzo. La costruzione si inserisce in una più ampia campagna di realizzazione di opere cristiane nella città di Roma, avvenuta nel IV secolo ad opera del primo imperatore convertito alla nuova religione e della sua famiglia. Il Mausoleo di Costanza faceva parte della basilica.

Edifici come la basilica costantiniana di Sant’Agnese, in particolare, sono da mettere in stretta relazione con il culto cristiano dei morti, in special modo dei martiri. Dobbiamo quindi presupporre che il pavimento fosse ricoperto di tombe dei fedeli locali (in parte scoperte durante gli scavi del 1999) e che gli unici altri utilizzi fossero i banchetti funebri in occasione delle sepolture e una messa annuale, nell’anniversario della martire. Quindi si tratta di qualcosa di molto diverso da ciò che oggi si intende per basilica cristiana.

La tipologia è quella della basilica circense, ovvero di una variante della basilica a tre navate, nella quale le navate laterali, anziché terminare in corrispondenza della parete di fondo, proseguono in un semicerchio, seguendo l’abside. Le colonne sostengono arcate in muratura, anziché una trabeazione continua. Le navate laterali sono coperte con tetto a capriate zoppe, poggianti sul muro perimetrale poco al di sopra delle finestre quadrangolari. All’interno della navata centrale, in corrispondenza dell’abside, sorge un’aula absidata, larga 5,70 m, in muratura di soli tufelli, di incerta funzione. Secondo alcuni, potrebbe trattarsi del vero luogo di sepoltura di Costanza.

L’edificio era presumibilmente circondato da altre tombe e mausolei, tra cui quello ancora oggi sopravvissuto della principessa imperiale Costantina (il Mausoleo di Costanza. Attorno c’erano campi coltivati e vigneti, essendo l’area lontana dalla città edificata.

Presso questa basilica trova rifugio papa Liberio, nel 358, mentre la Santa Sede è occupata dall’antipapa Felice. Sempre a causa di un altro antipapa che aveva occupato la sede del Laterano, papa Bonifacio I è costretto ad amministrare qui il battesimo di Pasqua. Papa Simmaco (498-514) fa degli interventi di restauro, dei quali però non si è trovata traccia. L’edificio è abbandonato probabilmente nel VII secolo, quando papa Onorio I fa costruire l’attuale basilica di Sant’Agnese, direttamente sopra il luogo di sepoltura della martire. Riscoperto nel Cinquecento (fra i primi da Antonio Bosio), è stato studiato e restaurato a fondo nell’ultimo decennio.

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Complesso di Sant’Agnese

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