Caserma Slataper

Nella caserma intestata a Scipio Slataper in via Scipio Slataper 2, che prende tutto l’isolato tra via Nino Oxilia e viale Romania, ha sede il Comando Militare della Capitale dell’Esercito Italiano.

La caserma Slataper è stata realizzata nel 1936 per ospitare il Comando Generale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (le Camice Nere) dove prima sorgeva la Caserma Mussolini, tra il vicolo di San Filippo e la caserma Pastengo, a sua volta costruita riadattando il casale della vigna Paparozzi.

Il nome Slataper è attribuito alla caserma dopo la seconda guerra mondiale e ricorda Scipio Secondo Slataper (1915-1943) , figlio di Scipio Slataper l’eroe irredentista a cui è intitolata la strada qui davanti. Scipio Secondo Slataperè stato un militare italiano. Sottotenente degli alpini, deceduto nella Campagna di Russia e decorato con Medaglia d’oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato.

L’edificio è progettato dal trentacinquenne architetto Vittorio Cafiero, con il supporto di Pietro Lombardi. La pianta è triangolare e caratterizzata da un grande edificio sui due lati prospicenti viale Romania e via Slataper, composto da volumi isolati tra di loro, realizzati con i materiali tradizionali dell’architettura romana, mattoni, tufo e travertino.

Sull’angolo, a guardia della porta di accesso, si innalza una torre a pianta ellittica, significativa testimonianza architettonica e artistica del periodo fascista, elemento fortemente simbolico nonché perno visivo della costruzione.  Al piano rialzato ospitava solo due enormi ambienti alti otto metri: la “Stanza del rapporto” e, al piano superiore, il “Sacrario della Milizia”. Entrambi gli ambienti sono illuminati da piccole finestre quadrate delle stesse dimensioni dei blocchi di tufo del rivestimento esterno.  Entrambe le sale erano decorate con soggetti fortemente simbolici ideati da Cafiero.

La Sala del Rapporto, alta 8 metri era decorata con dipinti murali di Mario Tozzi (uno dei fondatori de  Les Italiens de Paris, con Campigli, De Pisis, Paresce, De Chirico, Savinio e Severini) tra cui una grande immagine di Mussolini con la divisa della Milizia.

Al centro della sala del Sacrario era un altare su un gradone, con una quinta retrostante dove erano incisi i nomi dei caduti della Milizia, il tutto realizzato in marmo nero. Le pareti erano interamente rivestite con mosaici di Angelo Canevari, autore di numerosi mosaici a Foro Italico.

Con la caduta del fascismo tutto è distrutto o cancellato, le due grandi sale diventano anonime stanze di ufficio e delle decorazioni non rimane traccia. 

Nei primi anni Novanta, durante alcuni lavori di risistemazione della sala dove era il Sacrario, alcuni intonaci cadono e sono casualmente scoperte tracce dell’opera di Angelo Canevari.  Si fanno dei saggi sulla parete, fino all’esito finale: sotto 5 centimetri di intonaco, il mosaico originale è praticamente intatto!

L’altezza originaria della sala è ripristinata ed è effettuato un completo restauro che riporta alla luce il grande mosaico sul tutta la parete del Sacrario, con quattro enormi personaggi. Sono gli evangelisti, rappresentati come antichi eroi, con i loro simboli tradizionali e con iscrizioni che rimandano a temi e valori del regime fascista.

Marco, con il leone, rappresenta la forza, Giovanni con l’aquila l’intelligenza, il pensiero,  Luca con l’angelo la fede, Matteo infine con il simbolo del bue rappresenta il lavoro. Forza, pensiero, fede, lavoro:  le virtù che caratterizzano, secondo i dettami di Mussolini, le Camicie Nere.

La sala, con la sua decorazione originaria rimessa a nuovo, è oggi l’aula magna del Comando Territoriale di Roma dell’Esercito Italiano.

Più avanti su viale Romania, c’è il  Comando Generale dei Carabinieri, dove sorgeva l’antica Caserma Patrengo.

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26 giugno 1936

Domenica 26 giugno 1936 sono inaugurati a Roma tre edifici: il nuovo palazzo delle Poste e Telegrafi in viale Mazzini, la nuova Caserma Mussolini, lì dietro in via Baiamonti, per accogliere la Milizia Nazionale Sicurezza Nazionale, il Comando della Milizia in viale Romania (oggi Caserma Slataper, sede del comando territoriale di Roma dell'Esercito Italiano).   Continue

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