Caserma Slataper

Nella caserma intestata a Scipio Slataper in via Scipio Slataper 2, tra via Nino Oxilia e viale Romania, ha sede il Comando Militare della Capitale dell’Esercito Italiano.

MAPPA della Zona Parioli 3 (da viale dei Parioli a Piazza delle Muse)  

La caserma Slataper è stata nel 1936 per ospitare il Comando della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (MVSN) dove prima sorgeva la Caserma Mussolini, a sua volta costruita riadattando il casale della vigna Paparozzi sul vicolo di San Filippo.

L’edificio è progettato dal trentacinquenne architetto Vittorio Cafiero e Lombardi ed è composto da volumi per isolati tra di lori, realizzati con i materiali tradizionali dell’architettura romana, mattoni, tufo e travertino, intorno alla torre a pianta ellittica, elemento fortemente simbolico nonché perno visivo della costruzione.

La torre è una significativa testimonianza architettonica e artistica del periodo fascista. Al piano rialzato ospitava la Stanza del rapporto, alta 8 metri e decorata con dipinti murali di Mario Tozzi (uno dei fondatori de  Les Italiens de Paris, con Campigli, De Pisis, Paresce, De Chirico, Savinio e Severini). Al livello superiore era situato il sacrario della Milizia, interamente rivestito con mosaici di Angelo Canevari, autore di numerosi mosaici a Foro Italico.

Entrambi gli ambienti sono illuminati da piccole finestre quadrate delle stesse dimensioni dei blocchi lapidei del rivestimento esterno.  

Nella Sala del Rapporto era dipinta una grande immagine di Mussolini con la divisa della Milizia mentre nel mosaico sulla parete del Sacrario i quattro evangelisti sono rappresentati come antichi eroi con i loro simboli tradizionali e con iscrizioni che rimandano a temi e valori del regime fascista: Marco con il suo leone rappresenta la forza, Giovanni con l’aquila l’intelligenza, il pensiero, Luca con il bue la fede, Matteo infine con l’immagine dell’uomo rappresenta il lavoro. Al centro della sala era un altare su un gradone, con una quinta retrostante dove erano incisi i nomi dei martiri della Milizia, il tutto realizzato in marmo nero.

Il soggetto delle decorazioni in entrambe le sale è ideato da Cafiero.

La damnatio memoriae del dopoguerra nei confronti del fascismo colpisce anche questo edificio: sono stati distrutti i dipinti murali di Tozzi della Sala del rapporto, raffiguranti Mussolini con la divisa della milizia, e, nel sacrario, altare e quinta retrostante. I mosaici di Canevari sono stati ricoperti da 5 cm di intonaco e il luogo trasformato in una anonima sala riunioni. Soltanto nei primi anni Novanta sono riscoperte casualmente durante alcuni lavori di risistemazione le decorazioni parietali di Angelo Canevari e l’altezza originaria della sala, ed è effettuato il restauro. La sala è oggi sala convegni e aula magna del Comando.  

Più avanti su viale Romania, c’è il  Comando Generale dei Carabinieri, dove sorgeva l’antica Caserma Patrengo.

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