Osteria dell’Alberata

Nell’Ottocento, la proprietà sulla destra di via Nomentana tra Villa Patrizi e Villa Torlonia era Villa Bolognetti.  Lì, sul fronte della strada c’è l’Osteria dell’Alberata.

A Villa Bolognetti c’era la cappella di Santa Maria della Natività, realizzata da Nicola Salvi (il creatore della Fontana di Trevi) e demolita a inizio Novecento per l’allargamento di via Nomentana. A fianco della cappella, c’è l’Osteria dell’Alberata, con le sue insegne che reclamizzavano l’ottima cucina, i vini scelti dei Castelli e i vini toscani, nonché il gioco di bocce, di moda nelle osterie campestri di fine Ottocento.

Già nel 1890 in quel punto c’era un’osteria di cucina e poi un negozio di vini. L’osteria che prende il nome dal viale alberato di ingresso a Villa Massimo, è gestita nel 1901 da Giuseppina Protani, ma con l’allargamento di via Nomentana la Cappella Bolognetti è demolita e l’osteria dell’Alberata arretra collocandosi a fianco del portichetto della nuova chiesa di San Giuseppe, dove resta all’incirca fino al 1909 quando inizia la costruzione dell’attuale palazzina, inizialmente destinata come risulta dalla licenza edilizia, ad esercizio di vendita di caffè tostato.

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