Storia di Villa Torlonia

Nel Seicento sulla via Nomentana c’era una vasta proprietà agricola della famiglia Pamphilj. Era confinante con Villa Massimo ed era dotata di un casino nobile.

Nel 1797 la villa passa ai Torlonia, famiglia di banchieri di recente nobiltà, desiderosi di emulare nella propria vita il fasto dei secoli precedenti. Da allora è chiamata Villa Torlonia.Nel 1797, una vasta proprietà agricola sulla via Nomentana della famiglia Pamphilj, dotata di un casino nobile e confinante con Villa Massimo, passa ai Torlonia, famiglia di banchieri di recente nobiltà, desiderosi di emulare il fasto dei secoli precedenti.  Nasce così Villa Torlonia.

Oggi, nonostante il tempo trascorso, si possono distinguere diverse fasi costruttive, che testimoniano diversi committenti e diversi gusti.

A Giovanni Raimondo Torlonia (1754-1829), artefice della fortuna finanziaria della famiglia, è legato il primo intervento di di trasformazione della proprietà agricola in propria residenza (1802-1806) a cui partecipa l’architetto Giuseppe Valadier.

Alla morte di Giovanni, il figlio Alessandro Torlonia eredita le proprietà più significative: il Banco, il palazzo di piazza Venezia e la villa sulla Nomentana, in cui continua i lavori di sistemazione. Nel 1832 incarica Giovan Battista Caretti, architetto e pittore, di arricchire e ampliare la tenuta. Caretti lavorò per i Torlonia per circa 10 anni, avvalendosi di una folta schiera di collaboratori, pittori, scultori, architetti, decoratori, scalpellini.

Per approfondire clicca qui: Storia di Villa Torlonia nel 1800.

Il terzo intervento dei Torlonia sulla villa è di Giovanni Torlonia (1873-1938), terzo principe del Fucino sebbene figlio di Giulio Borghese. E’ Giovanni che, nel 1925, offre la villa a Benito Mussolini, per un canone simbolico di una lira il mese. Villa Torlonia diventa la residenza ufficiale del capo dello Stato, mentre il principe Torlonia si ritira nella Casina delle Civette dove muore nel 1938.  Per approfondire, clicca qui: Nel 1900.

Solo negli anni Novanta il Comune riesce ad avviare una serie di consistenti interventi di restauro sia del parco che degli edifici.  Le catacombe ebraiche non sono ancora visitabili.  Per approfondire, clicca qui: Storia di Villa Torlonia .

Nel dicembre 2006 è stata ultimata anche la sistemazione e il ripristino dell’area verde nella pahttps://www.roma2pass.it/villa-torlonia/storia/Nel-1800/rte settentrionale del parco, compresi gli arredi.  Nel 2013 sono stati ultimati i lavori di restauro del Gran Teatro, della Torre e della Serra moresca (queste ultime ancora non visitabili).  Il Gran Teatro, riaperto al pubblico a fine 2013,  è  tornato a ospitare spettacoli teatrali, convegni, mostre, eventi culturali.  Nel 2014 sono stati restaurati e aperti al pubblico, su prenotazione, il bunker e il rifugio del Casino Nobile.  Le catacombe ebraiche non sono ancora visitabili.

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Nel 1900

L'ultimo intervento dei Torlonia sulla villa è voluto nel 1900 da Giovanni Torlonia (1873-1938), terzo principe del Fucino (sebbene fosse figlio di Giulio Borghese).  Continue reading →

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Nel 1800

Nel 1797, una vasta proprietà agricola sulla via Nomentana passa ai Torlonia, famiglia di banchieri di recente nobiltà, desiderosi di emulare il fasto dei secoli precedenti.  Nasce così Villa Torlonia. Continue reading →

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