Maria Montessori nella prime edizioni del suo libro Il metodo della pedagogia scientifica applicata alla educazione nelle Case dei Bambini, tra i personaggi a cui inizialmente si era ispirata per proporre alcune attività dei piccoli alunni, figuravano l’inglese Lucia Latter per quanto riguarda “La natura nella educazione” e Francesco Randone per “I lavori manuali”, avendo l’autrice escluso sin dall’inizio come riferimento per il suo metodo quelle utilizzate dal pedagogista tedesco Froebel nei suoi Giardini d’infanzia, da poco affermatisi con successo anche in Italia, perché a suo avviso non consentivano al bambino la libertà di scelta. (1) Continue reading
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“Quando a piazza Ungheria arrivarono i carri armati” di Corrado Iannucci
Il 10 giugno 1940, l’entrata in guerra trovò il quartiere intorno a piazza Ungheria già in parte costruito, con palazzi, palazzine e villini spesso firmati da architetti importanti. Tuttavia questa parte della città era ancora vista come un qualcosa non ancora del tutto integrata con il resto dell’abitato dentro le mura. Continue reading
Protetto: 5.6 Racconti da pubblicare
“La fontana dell’Acqua Acetosa” di Giovanna Alatri e Andrea Ventura
Il rapporto dei romani con i luoghi simbolo della campagna fuori le mura era continuo. Le famiglie che vivevano all’interno delle mura amavano le gite “fuori porta”: ai Castelli, alle Acque Albule presso Tivoli, o alla Fontana dell’Acqua Acetosa, situata tra la via Flaminia e la Salaria. Continue reading
“Breve storia di un grande amore (intellettuale)” di Carlo De Bac
RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il ../../
C’è un’affascinante storia d’amore del primo novecento italiano, quasi sconosciuta, forse perché solo la protagonista femminile della coppia avrebbe col tempo acquisito una notorietà di poetessa e scrittrice che ancora dura e si rinnova. Giovanni Cena e Rita Faccio, dopo essersi conosciuti in Piemonte dove ambedue erano nati, si erano rincontrati a Roma per motivi di lavoro, lei ventisettenne, lui sei anni di più. Cena, redattore di una rivista di critica letteraria, La Nuova Antologia, le aveva offerto di collaborare e, in poco tempo, il rapporto si era trasformato in amore e nella convivenza in un appartamento in via Flaminia 43, in un edificio a pochi passi da piazza del Popolo ma che allora era l’ultimo prima della campagna. Continue reading
5.3 Presentazione de “I Racconti del Flâneur” di Roma2pass
Nella prefazione al libro “Viale dei Parioli, passeggiata da piazza Ungheria all’Acqua Acetosa”, Giuseppe Imbesi rievoca la figura del “Flâneur”, cioè di quello sfaccendato artista vagabondo che Baudelaire ne “Le peintre de la vie moderne” descrive con queste parole: “Per il vero flâneur, osservatore appassionato, il piacere immenso sta nel soffermarsi nel dettaglio, nel vagheggiare, nel movimento lento, fugace e infinito. Egli è lontano da casa e si sente a casa ovunque; guarda il mondo, è al centro del mondo, ma rimane nascosto al mondo”. Continue reading
Protetto: Via Salaria di Sandro Fogli
Protetto: Maria Denis parla di Luchino Visconti
Protetto: Mistero di via Monzambano
“Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano”di Giovanna Alatri
Racconto del Flaneur Roma2pass pubblicato il 10/05/2020
In questa terza puntata del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi … di Giovanna Alatri parliamo di Alessandro Marcucci che ha abitato a via o vicolo Carcano, una piccola traversa della via Salaria che correva lungo il muro nord-ovest di Villa Albani, sul tracciato dell’odierna via Adda. La via era allora intitolata a Filippo Carcano (1840-1914) milanese, pittore e poi professore all’Accademia di Brera. Nella Pinacoteca di Brera sono esposte diverse sue opere. Oggi a Roma a Filippo Carcano è stata intitolata una strada del quartiere Ardeatino.


