Strade che hanno cambiato nome

In un interessante articolo sul sito www.rerumromanarum.com, si parla delle strade che hanno cambiato nome con la caduta prima del Fascismo e poi della monarchia in Italia. Qui di seguito, per comodità dei lettori interessati al territorio del Municipio II, è riportata la parte dell’articolo dedicata a questa zona di Roma nord.  

“… Il 4 giugno del 1944 gli Alleati entrano a Roma, ponendo definitivamente fine al Fascismo nella Capitale. Tra i numerosi cambiamenti che Roma affrontò, oltre a quelli di tipo politico-istituzionale, ve ne furono numerosi anche dal punto di vista della toponomastica.

Nel 1946, l’Italia repubblicana decide di cancellare numerosi toponimi legati alla famiglia Savoia a partire dalla villa più famosa di Roma, Villa Umberto I  che, per una sorta di damnatio memoriae, riprende il nome degli antichi proprietari e diventa Villa Borghese. Il quartiere Umberto I diventa il Quartiere Pinciano, viale dei Martiri Fascisti, la grande strada che scende da piazza Pitagora a via Flaminia, è ribattezzata viale Bruno Buozzi, in onore del sindacalista socialista ucciso nell’eccidio della Storta nel 1944, e piazzale dei Martiri Fascisti diventa piazza Don Giovanni Minzoni, in onore del sacerdote antifascista ucciso nel 1923. via dei Legionari, sempre in quell’area, diventa via Antonio Gramsci, in onore del segretario del Partito Comunista Italiano incarcerato durante il Fascismo e deceduto nella Clinica Quisisana.

Via Giappone, una strada nel quartiere Parioli dedicata al paese dell’estremo oriente alleato di Italia e Germania nella Seconda Guerra Mondiale in occasione della visita al re dell’imperatore Hirohito, diventa in via Panama, senza per fortuna rimuovere i ciliegi portati in dono al re dall’imperatore. Il Giappone è successivamente risarcito nel 1959 con l’istituzione della Passeggiata del Giappone all’EUR.

Ponte Littorio, che collega il quartiere Flaminio al rione Prati e al quartiere Delle Vittorie, cambia nome in Ponte Matteotti, in onore di Giacomo Matteotti, parlamentare socialista che proprio in questa zona era andato ad abitare poco prima di essere rapito e ucciso. Nel quartiere Flaminio si trovava anche piazza XXVIII Ottobre, giorno del 1922 in cui avvenne la Marcia su Roma, che prende il nome di piazza della Marina e, al centro, via XXIII Marzo, così chiamata per il giorno del 1919 in cui Benito Mussolini a Milano fonda i Fasci di Combattimento, diventa Via Leonida Bissolati, in onore dello storico esponente socialista.

Il Consiglio Comunale interviene poi sull’area del Foro Mussolini, il cui nome è cambiato in Campo della Farnesina (oggi è noto come Foro Italico) e via del Collegio Littorio, la via che in fondo a viale Giuseppe Mazzini sale verso Monte Mario, diviene via Edmondo De Amicis.

Anche Villa Savoia diventa Villa Ada e il quartiere Savoia diventa quartiere Trieste. Parallelamente via di Villa Savoia diventa prima via Verbano, dal nome della vicina piazza, per poi diventare via di Villa Ada e, al centro, via Regina Elena diventa via Barberini, per poi dedicare alla regina il proseguimento di viale Regina Margherita verso piazza del Verano. In anni successivi, anche la piazza del quartiere Salario dedicata al giovane Savoia erede al trono, il Principe di Napoli, diventa piazza Alessandria.

Nel Quartiere Tiburtino, nei pressi della da poco costruita Città Universitaria della Sapienza, c’erano alcune vie dai nomi legati alla cultura universitaria di stampo fascista: via Libro e Moschetto si trasforma in Via Piero Gobetti, in onore del giornalista morto in seguito alle violenze subite da squadristi fascisti, mentre via dei Battaglioni Universitari è rinominata Via Cesare De Lollis, filologo che firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti voluto da Benedetto Croce. Piazza Franco Baldini, dedicata a un esponente fascista ucciso nel 1921 a Roma, riprende il suo precedente nome di piazzale Tiburtino.

Diverse strade del Quartiere Nomentano erano state intitolate – talvolta modificando un toponimo preesistente – a esponenti di primo piano del Fascismo: viale Michele Bianchi, dedicata all’ex leader del Partito Nazionale Fascista, torna ad essere viale del Policlinico, viale Italo Balbo, dedicato al gerarca morto in Libia nel 1940, diviene viale Pretoriano e viale Alfredo Rocco, dedicata all’esponente fascista autore nel 1930 dei codici di Diritto penale e di Diritto processuale (ancora noto è il Codice Rocco), diviene viale Ippocrate.

Tratto dall’articolo:  http://www.rerumromanarum.com/2015/10/roma-strade-che-hanno-cambiato-nome-dopo-il-fascismo.html?m=1.

Un discorso a parte si merita il toponimo Parioli. Il vicolo dei Parioli è stato per secoli lo stradello che lungo il percorso della Salaria Vetus (le odierne via Pinciana e via Paisiello) raggiungeva i colli noti con questo nome. Quando, con il piano regolatore del 1909, viene progettato il proseguimento del viale della Regina verso la nuova piazza Ungheria quel tratto di strada assume il nome di viale dei Parioli che successivamente “passa” al nuovo stradone che dalla piazza scende verso l’Acqua Acetosa e che ha mantenuto questo nome fino a oggi.

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