Giro per Villa Strohl Fern

L’ingresso di Villa Strohl Fern, in via di Villa Ruffo 31, è in un villino in stile gotico fatto realizzare, proprio per questo scopo, da Alfred Strohl.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)    Continue reading

Giardino di Villa Strohl Fern

Nei grandi lavori che Alfred Strohl fa per realizzare la sua residenza, oltre a ricostruire il casino nobile in stile neo-medievale e realizzare nella proprietà numerose piccole costruzioni per ospitare abitazioni e studi di artisti, definisce l’assetto viario e risistema completamente il parco in stile inglese, con opere di rimboschimento e piantando diversi alberi esotici e piante da fiore allora introvabili a Roma. Inoltre lo anima con percorsi, giochi d’acqua e ninfei di pietra lavorati a rustico, trasforma in stile neo-medioevale anche gli edifici preesistenti e realizza un laghetto nella parte prospiciente Villa Giulia. Adiacente alla dimora realizza un suggestivo bosco artificiale costituito da alberi in cemento di cui sopravvivono pochi brandelli.   Continue reading

Oleandro

L’oleandro è un albero molto diffuso nelle strade del quartiere Pinciano e nel quartiere Parioli, che si caratterizza per le splendide fioriture estive.  Continue reading

Lagerstroemia

La Lagerstroemia, è un’essenza arborea presente in via Barnaba Oriani e nel Giardino del Lago.    Continue reading

Albero della Canfora

Albero della Canfora, Cinnamomum camphora. Una magnifica canfora che si trova vicino Termini, in via Cernaia, che ha un circonferenza di 430 cm.

Palma

Palma. All’origine dell’iconografia dell’albero della vita fin dall’epoca sumera, c’è la palma, equivalente della quercia nelle regioni desertiche, dove il dattero è risorsa alimentare primaria. È un albero-fiore il cui tronco è formato dalla base delle foglie-rami cadute, per questo associato all’A­raba Fenice. Per dare frutti deve essere fecondata da una pianta ma­schile: artificialmente, secondo una pratica sacrale antichissima, oppu­re spontaneamente, protendendo i rami come per abbracciarsi.

Seth consegna al padre Adamo, in punto di morte, i tre semi che gli aveva consegnato l’angelo da cui nascono tre piante: un cedro, un ci­presso e una palma, che diventano un unico albero simbolo della Tri­nità. Gli ebrei lo tagliano e ne fanno un ponte che la regina di Saba ri­fiuta di calpestare perché predestinato a essere il legno della Croce.

Cipresso

Cipresso. A piazza Melozzo da Forlì, il cerchio di cipressi che vediamo oggi deriva da quello piantato dai botanici francesi a inizio Ottocento quanto inizia la sistemazione, subito interrotta, del Parco de Gran Cesare. Ciparissio uccide per errore il suo amico cervo, simbolo di rinascita. Il suo dolore è inconsolabile e per questo si trasforma in cipresso, l’albe­ro sempre triste.

Seth consegna al padre Adamo, in punto di morte, i tre semi che gli aveva consegnato l’angelo da cui nascono tre piante: un cedro, un ci­presso e una palma, che diventano un unico albero simbolo della Tri­nità. Gli ebrei lo tagliano e ne fanno un ponte che la regina di Saba ri­fiuta di calpestare perché predestinato a essere il legno della Croce.

 

Cedro del Libano

Cedro del Libano, Cedrus libani, in viale dell’Orologio (circonferenza 645 cm), nel parco di Villa Borghese un esemplare di 5 metri di circonferenza, a Villa Torlonia due esemplari (circonferenza 590 e 465 cm) inoltre vicino all’ingresso sulla Nomentana un albero di circa 200 anni alto 30 metri con una circonferenza di quasi 5 metri. A Roma ci sono più cedri del Libano che in tutto il Medio oriente. Osiride, dio dei cicli annuali dalla natura e della piena del Nilo è chiu­so proditoriamente dal fratello Seth in una cassa di legno di cedro, sim­bolo di immortalità, e gettato nel fiume. Iside lo ritrova nella colonna di un tempio, il loro figlio Horus sconfigge Seth e realizza l’unità dell’Egitto.

Seth consegna al padre Adamo, in punto di morte, i tre semi che gli aveva consegnato l’angelo da cui nascono tre piante: un cedro, un ci­presso e una palma, che diventano un unico albero simbolo della Tri­nità. Gli ebrei lo tagliano e ne fanno un ponte che la regina di Saba ri­fiuta di calpestare perché predestinato a essere il legno della Croce.

Platano

Platano, Platanus orientalis, a Villa Borghese, nella Valle dei Platani, ce ne sono nove esemplari di oltre 400 anni di età (circonferenza fra i 610 e i 565 cm). Questi platani possono essere considerati gli alberi più vecchi presenti a Roma. Intorno al ‘600 ne vennero piantati quaranta, oggi ne sono rimasti una decina: si tratta di piante che portano con sé buona parte della storia della città. Vicino alla Galleria Borghese ci sono due esemplari (circonferenza 520 e 470 cm). Nel tronco di un grande platano, luogo di rigenerazione, Zeus sposa Europa. Sotto un platano Ulisse riceve un’apparizione fantastica, pre­sagio della futura vittoria sui troiani. Marco Polo descrive con stupore alberi sconosciuti e fantastici come l’Albero Solo, un platano che segna il confine tra Oriente e Occidente.

Quercia

Quercia, Quercus robur. La prima madre degli uomini nell’Età dell’Oro è la quercia perché dalle sue ghiande si fa il pane, nutrimento primo delle popolazioni che non co­noscono la coltivazione. L’oracolo greco più antico è la quercia di Do-dona, dove Zeus si unisce a Dione, dea arcaica preellenica. Il Tempio di Giove sul Campidoglio si trova presso una quercia, ai cui rami Romolo appende i trofei sottratti ai nemici. Per il fuoco perpetuo del Tempio di Vesta deve essere consumato esclusivamente legno di quercia. Il tribu­nale celtico si riunisce ai suoi piedi, ovunque è sacra e protetta da leggi severissime che condannano a morte chiunque la abbatta senza necessità.