Risultati della ricerca per: fontana

Testo

Lunga passeggiata urbana sui viali lungo il Tevere, da Ponte Cavour, a ponte Pietro Nenni.

Appuntamento alla fontana, in piazza del Porto di Ripetta.

Percorso e punti salienti:

Partiamo a dove sorgeva il Porto di Ripetta, vicino a noi la fontana del porto di Ripetta e le colonne che misuravano le Piene del Tevere e guardiamoci intorno:

Imbocchiamo via di Ripetta verso piazza del Popolo

 

La passeggiata termina alla fine di lungotevere Arnaldo da Brescia, all’altezza di Ponte Margherita.

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FL103 Passeggiata da Ponte Margherita a Ponte Matteotti

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Foro Italico 2

DA INSERIRE IN https://www.roma2pass.it/municipio-xv/foro-italico/

L’impianto fu inaugurato nel 1932 e chiamato inizialmente “Foro Mussolini”.  Il monumentale accesso si trova su piazza Lauro De Bosis, dove si eleva l’imponente Obelisco marmoreo dedicato a Mussolini, realizzato su disegno di Costantino Costantini.  Il monolite è il più grande blocco di marmo mai estratto dalle Alpi Apuane.

A destra, si trova l’ex Accademia di educazione fisica, oggi sede del CONI, realizzata tra il 1928 e il 1932 da Enrico Del Debbio.  Sulla sinistra dell’obelisco, sorge il Palazzo delle Terme, progetto del 1937 di Costantino Costantini, che ospita l’ex Accademia di Musica, oggi sede dell’ISEF e dell’auditorium RAI, la splendida Piscina coperta con i mosaici pavimentali di Giulio Rosso e quelli parietali di Angelo Canevari, e l’ex palestra del Duce.

Nel corso degli anni, il progetto fu ampliato con la costruzione di altri edifici e l’intervento di altri architetti.  Tra questi, il giovane Luigi Moretti, incaricato al posto di Del Debbio alla direzione dell’ufficio tecnico dell’Opera Nazionale Barilla e disegnatore della Casa della Scherma, capolavoro di architettura razionalista del Novecento, inaugurato dallo stesso Mussolini con il nome di “Accademia fascista di scherma”.

Moretti si occupò della realizzazione del piazzale dell’Impero, oggi viale del Foro Italico, realizzando un vasto spazio celebrativo della forza e delle conquiste del regime.  L’area è ricoperta da mosaici bianchi e neri, opera di Gino Severini, raffiguranti simboli e discipline sportive.  Ai lati, sono collocati una serie di blocchi di marmo bianco, sui quali sono incise le date fondamentali del regime.  Alla fine del viale sorge la fontana della Sfera, una vasca circolare del diametro di 3 metri, con una sfera ricavata da un singolo blocco di marmo delle cave di Carrara, realizzata dagli architetti Giulio Pediconi e Mario Paniconi.  Il bacino intorno alla fontana è decorato con mosaici di marmo bianchi e neri raffiguranti soggetti marini, realizzati su cartoni di Giulio Rosso.

Alle spalle della fontana si trova lo Stadio Olimpico, edificato sull’originario progetto dello Stadio dei Cipressi iniziato nel 1932. Nel 1951, con la designazione di Roma per le Olimpiadi del 1960, si intervenne sulla struttura, aggiungendo all’impianto originario una serie di anelli in marmo. Lo stadio fu inaugurato con il nome di “Stadio dei Centomila” o Olimpico nel 1953.  Nel 1990, in occasione dei Mondiali di calcio, la struttura fu ricostruita in gran parte e arricchita di un sistema di copertura.

Del grandioso Complesso del Foro Italico fa parte il Polo Natatorio del Foro Italico, che include lo Stadio Olimpico del Nuoto, costruito per le Olimpiadi del 1960 su progetto di Enrico Del Debbio e Annibale Vitellozzi. Tra il viale delle Olimpiadi e il viale dei Gladiatori si trovano lo Stadio del Tennis di Roma (noto anche come Campo Centrale, inaugurato nel 2010), il Next Gen Arena,; lo Stadio Nicola Pietrangeli, ex Stadio Pallacorda, realizzato tra il 1931 e 1933, intitolato al campione di tennis dal 2006, e undici court secondari.

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Villa Ludovisi: il mito

Documentarsi e ricostruire monumenti, ville e strade non più esistenti a Roma è coinvolgente ma al tempo stesso sconvolgente.   Enorme infatti è la perdita del patrimonio culturale e paesaggistico della città, che non è rimasta certo indenne ai millenari passaggi storici e quindi ai cambiamenti che questi portarono con sé.  Con questa pagina torniamo sulle tracce di una villa urbana che non esiste più: Villa Ludovisi Continue reading

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Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli (Napoli 1700-Caserta 1773) è stato un pittore e architetto italiano figlio dell’olandese Gaspar Van Vittel.

Il Vanvitelli è considerato uno dei maggiori interpreti del periodo del Rococò; eseguì un cospicuo numero di opere che ancor oggi caratterizzano il paesaggio di varie città italiane: a Caserta la scenografica Reggia, alla quale il suo nome è tuttora indissolubilmente legato, e l’imponente acquedotto Carolino; ad Ancona il grande Lazzaretto, su un’isola artificiale pentagonale da lui realizzata, e la chiesa del Gesù; a Napoli il Foro Carolino, il palazzo Doria d’Angri, la chiesa della Santissima Annunziata; a Roma il difficile restauro della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Si affermò in seguito alla partecipazione ai concorsi per la Fontana di Trevi e per la facciata di San Giovanni in Laterano: i suoi progetti, pur non risultando vincitori, furono molto apprezzati e ne rivelarono l’estro artistico.  Assurto a notorietà, fu molto attivo in centro Italia, in particolare ad Ancona e a Roma, per poi essere assunto al servizio di Carlo di Borbone, per il quale realizzò, a partire dal 1752, la celebre Reggia di Caserta.

L’eclettismo delle sue realizzazioni e la versatilità del suo estro creativo rendono Vanvitelli un architetto difficilmente inseribile entro i ristretti orizzonti di una definita corrente artistica: la produzione del Vanvitelli appare pertanto non priva di contraddizioni, tipiche del periodo di transizione fra barocco e neoclassicismo. Generalmente, si può affermare che il linguaggio vanvitelliano da una parte raccoglie l’eredità delle esperienze tardo-barocche, e dall’altra promuove le nuove soluzioni architettoniche offerte dal neoclassicismo; in ogni caso, continuano i dibattiti per inserire il Vanvitelli nella schematicità scandita dalla suddivisone in stili artistici.

Dalle testimonianze, inoltre, sappiamo che Vanvitelli non era un assiduo frequentatore della vita mondana napoletana; ciò malgrado, quando il lavoro glielo permetteva, amava recarsi a teatro, specialmente al San Carlo. Per allontanarsi dalle normali occupazioni e ricrearsi, inoltre, spesso il Vanvitelli giocava a lotto, inoltrando al fratello Urbano soldi e istruzioni ben precise sui numeri da scegliere, spesso in riferimento a episodi bizzarri avvenuti a Napoli, seguendo così i dettami dell’interpretazione cabalistica.

Fonte: https://www.museionline.info/architetti/luigi-vanvitelli

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“Caduti alle Fosse Ardeatine del Municipio II” di Armando Bussi

RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS PUBBLICATO IL 15 GENNAIO 2024

È il 10 dicembre 1943.  Sono due mesi esatti che il Generale Giorgio Calvi di Bergolo – comandante di una Divisione dell’Esercito schierata a presidio della città di Roma, nonché genero del Re Vittorio Emanuele III – mentre i tedeschi sconfiggevano gli italiani a Porta San Paolo, ha fatto firmare la resa che ha loro consegnato l’Urbe.  Molti suoi commilitoni però non si sono però arresi.    Continue reading

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